LUNEDÌ 15 MAGGIO 2017, 12:10, IN TERRIS

L'appello delle comunità religiose albanesi ai politici: "Costruire ponti e non muri"

Temono che i problemi politici attuali possano mettere in pericolo la stabilità e la convivenza nel Paese delle Aquile

MILENA CASTIGLI
L'appello delle comunità religiose albanesi ai politici:
L'appello delle comunità religiose albanesi ai politici: "Costruire ponti e non muri"
Le Comunità religiose dell'Albania hanno prodotto una dichiarazione congiunta per lanciare un appello “alla classe politica e a tutti coloro che hanno responsabilità istituzionali, per il bene del Paese”.

Le confessioni religiose firmatarie


Hanno partecipato alla stesura tutte le principali comunità religiose del Paese delle Aquile: la Comunità Musulmana, la Chiesa Ortodossa Autocefala, la Chiesa Cattolica, la Comunità Bektashi - una confraternita islamica di derivazione sufi - e la Fraternità Evangelica. La popolazione albanese, secondo il censimento governativo del 2011, è suddivisa in 56,70 % di musulmani sunniti, 10,03% di cattolici, il 6,75% di ortodossi, diminuiti molto a causa dell'emigrazione verso la Grecia; la parte rimanente si dichiara atea o non affiliata. Esistono inoltre piccole minoranze religiose di ebrei, ahmadiyya, babhai e protestanti.

Il comunicato


Nel testo - inviato all’Agenzia Fides dalla Conferenza Episcopale albanese - le diverse realtà religiose locali affermano di sentire “una grande responsabilità spirituale e morale verso i credenti delle nostre comunità, così pure per l’intera società albanese”.

Temendo che i problemi attuali possano mettere in pericolo la stabilità e la convivenza civile nel Paese, “che rappresentano beni primari da salvaguardare sempre, assieme ai diritti individuali e sociali e alla dignità di ogni vita umana”, le Comunità religiose fanno appello a tutte le forze politiche, maggioranza e opposizione, partiti grandi e piccoli. Lo scorso 13 maggio migliaia di persone (sembra oltre 6000) sono scese lungo le strade della capitale Tirana per chiedere le dimissioni del premier Edi Rama. Secondo l'opposizione, l’immensa mole di denaro legata alla droga viene usata per comprare voti nelle elezioni.

"Costruire ponti e non muri"


Le comunità religiose albanesi chiedono di "costruire ponti e non muri": "serve un dialogo sincero a tutti i livelli - scrivono i leader rivolgendosi alla classe politica - avete responsabilità dinanzi al popolo e il bene del popolo sia il vostro maggior obiettivo; ad abbassare i toni del confronto politico, avendo rispetto per la verità e per gli avversari, anche per evitare ogni violenta degenerazione politica; a garantire una campagna elettorale e un processo elettorale trasparente e nel quale i cittadini siano coinvolti".

"In modo particolare, rinnoviamo l’appello a ogni elettore perché non cada nel triste fenomeno della compravendita del voto. Come anche facciamo appello a tutte le formazioni politiche affinché contrastino tale fenomeno; a creare le condizioni - conclude il comunicato congiunto - affinché la legge e il diritto regnino nella vita sociale dell’Albania e degli albanesi”.
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