VENERDÌ 03 APRILE 2015, 21:20, IN TERRIS

LA VIA CRUCIS IN UNA ROMA RACCOLTA IN PREGHIERA

In diretta televisiva mondovisione il Pontefice segue la traccia preparata quest'anno dal vescovo emerito di Novara

STEFANO CICCHINI
LA VIA CRUCIS IN UNA ROMA RACCOLTA IN PREGHIERA
LA VIA CRUCIS IN UNA ROMA RACCOLTA IN PREGHIERA
E’ iniziata la Via Crucis di Papa Francesco al Colosseo. In questo venerdì santo migliaia di fedeli si sono stretti attorno al Santo Padre per pregare insieme, come un’unica famiglia. La Croce stasera passa di mano in mano per 14 volte prima di raggiungere il vescovo di Roma. A portarla, oltre al cardinale vicario Agostino Vallini, anche persone provenienti da Terra Santa, Iraq, Siria, Nigeria, Egitto e Cina e poi una famiglia numerosa, un’altra con figli adottivi, un malato dell’Unitalsi accompagnato dalla sorella e da un barelliere e infine religiose latinoamericane. Fra gli argomenti sviluppati nel corso delle meditazioni le persecuzioni religiose o a causa della giustizia, la famiglia, la sofferenza, lo sfruttamento dei minori.

“Pure in questi giorni – si recita nella seconda stazione – vi sono uomini e donne che vengono imprigionati, condannati o addirittura trucidati solo perché credenti o impegnati in favore della giustizia e della pace. Essi non si vergognano della tua croce. Sono per noi mirabili esempi da imitare”. “Gesù, quanta tristezza nell’abisso di molte anime, ferite dalla solitudine, l’abbandono, l’indifferenza, la malattia, la morte di una persona cara!”. E’ questa la risonanza della settima stazione. “Forse anche oggi, Gesù, vedendo le nostre città, puoi avere motivo per piangere – continua l’ottava stazione –. Anche noi possiamo essere ciechi nei tuoi confronti, senza comprensione della via di pace da te indicata”.

Un altro forte richiamo avviene nella decima: “L’amore con il quale custodisci ogni creatura, ci fa pensare a situazioni tremende: il traffico di esseri umani, la condizione dei bambini-soldato, il lavoro che diventa schiavitù, i ragazzi e gli adolescenti derubati di se stessi, feriti nella loro intimità, barbaramente profanati”. Nell’undicesima stazione vengono suscitate alcune domande: “Quando sarà abolita la pena di morte, ancor oggi praticata in numerosi Stati? Quando sarà cancellata ogni forma di tortura e la soppressione violenta di persone innocenti?”.
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