LUNEDÌ 29 OTTOBRE 2018, 10:39, IN TERRIS


ABU DHABI

La prima volta di un ministro israeliano in moschea

Miri Regev, titolare del dicastero per Cultura e Sport, ha firmato il libro dei visitatori in ebraico

REDAZIONE
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Il ministro Miri Regev ad Abu Dhabi
Il ministro Miri Regev ad Abu Dhabi
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iri Regev, ministro della Cultura e dello Sport del governo israeliano, durante la sua visita ufficiale ad Abu Dhabi, ha fatto tappa anche alla Gran Moschea dello Sceicco Zayed. Si tratta di un'occasione storica: è la prima volta che un membro del governo israeliano si reca in via ufficiale in quella che è la terza moschea più grande del mondo, subito dopo quelle di La Mecca e di Medina.


L'armonia religiosa grazie allo sport

L'esponente del Likud si è presentata nell'edificio di culto indossando abiti arabi tradizionali ed ha firmato il libro degli ospiti in lingua ebraica. La visita ufficiale del ministro ad Abu Dhabi, organizzata per accompagnare la squadra di judo israeliana al Grand Slam 2018, si sta rivelando un evento senza precedenti dalla portata storica: intanto perchè coincide con la partecipazione d'Israele  in una competizione sportiva che si svolge nel Paese del Golfo sotto la propria bandiera nazionale. Tra le tante novità che arrivano da Abu Dhabi, anche la prima volta in cui l'inno israeliano è stato suonato durante una premiazione di un'atleta. In appena un anno è cambiato moltissimo: nell'edizione del 2017 i judoki israeliani erano stati costretti a partecipare sotto le insegne dell'International Judo Federation e quando Tal Fliker, stella di Herzliya, aveva conquistato l'oro, sul podio non era stato trasmesso l'inno del suo Paese. Un episodio che aveva fatto scalpore anche perchè la medaglia d'oro aveva reagito con orgoglio a quell'ingiustizia, intonando le note del suo inno da solo. 


La fratellanza

La visita alla moschea dell'esponente del governo Netanyahu testimonia il nuovo clima che si è venuto a creare tra Gerusalemme e Dubai. Un altro aspetto che emerge è quello della convivenza pacifica sul piano religioso. Infatti, Miri Regev ha dichiarato: "Per loro era molto importante che io visitassi questo luogo santo. Ho lasciato un ricordo nel libro dei visitatori della moschea in ebraico. Volevo mostrare la fratellanza tra musulmani ed ebrei nel dare una mano al mondo."

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