LUNEDÌ 22 LUGLIO 2019, 11:33, IN TERRIS


SIRIA

La lettera del Papa ad Assad

La missiva consegnata stamattina dal card. Peter Turkson

MILENA CASTIGLI
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Bashar Hafez al-Assad
Bashar Hafez al-Assad
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uesta mattina a Damasco il card. Peter Kodwo Appiah Turkson, prefetto del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, si è incontrato con il presidente Bashar Hafez al-Assad. Il porporato era accompagnato dal card. Mario Zenari, nunzio apostolico in Siria, e dal sottosegretario del Dicastero, p. Nicola Riccardi. Durante l’incontro, rende noto il direttore della Sala Stampa della Santa Sede Matteo Bruni, il card. Turkson ha consegnato al Capo dello Stato una lettera indirizzatagli dal Santo Padre, che esprime “la profonda preoccupazione di Sua Santità Papa Francesco per la situazione umanitaria in Siria, con particolare riferimento alle condizioni drammatiche della popolazione civile ad Idlib”.


Parolin

"All’origine di questa nuova iniziativa c’è la preoccupazione di Papa Francesco e della Santa Sede per la situazione di emergenza umanitaria in Siria, in particolare nella provincia di Idlib", dice il Segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, intervistato da Andrea Tornielli per Vatican.news. "Nell’area vivono più di 3 milioni di persone, di cui 1.3 milioni di sfollati interni, costretti dal lungo conflitto in Siria a trovare rifugio proprio in quella zona che era stata dichiarata demilitarizzata l’anno scorso. La recente offensiva militare si è aggiunta alle già estreme condizioni di vita che hanno dovuto sopportare nei campi, costringendo molti di loro a fuggire. Il Papa segue con apprensione e con grande dolore la sorte drammatica delle popolazioni civili, soprattutto dei bambini che sono coinvolti nei sanguinosi combattimenti. La guerra purtroppo continua, non si è fermata, continuano i bombardamenti, sono state distrutte in quella zona diverse strutture sanitarie, mentre molte altre hanno dovuto sospendere del tutto, o parzialmente, la loro attività". Nella missiva, prosegue Parolin, "Papa Francesco rinnova il suo appello perché venga protetta la vita dei civili e siano preservate le principali infrastrutture, come scuole, ospedali e strutture sanitarie. Davvero quello che sta accadendo è disumano e non si può accettare. Il Santo Padre chiede al Presidente di fare tutto il possibile per fermare questa catastrofe umanitaria, per la salvaguardia della popolazione inerme, in particolare dei più deboli, nel rispetto del Diritto Umanitario Internazionale. Proprio oggi Unicef ha denunciato la distruzione di 8 impianti idrici che portavano acqua potabile a 250mila persone nella zona di Idlib, governorato situato vicino al confine con la Turchia.

 

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