DOMENICA 21 OTTOBRE 2018, 01:00, IN TERRIS

L'obbligo di dire la verità sull'immigrazione

L'intervento di mons. Fülöp Kocsis, metropolita della Chiesa greco-cattolica ungherese

MONS. FüLöP KOCSIS
Giovane migrante
Giovane migrante
P

ubblichiamo l'intervento di mons. Fülöp Kocsis, metropolita della Chiesa greco-cattolica ungherese, nel corso del Sinodo sui giovani a cui sta partecipando.

Carissimo S. Padre e voi tutti partecipanti,

Sono molto contento del fatto che il documento preparatorio tratti la situazione dei giovani migranti. Anche questo è un segno dei tempi: siccome una parte notevole dei giovani che sono in ricerca della loro vocazione oggi vive separatamente dalla patria, dalla famiglia e dalla cultura; oppure si sta preparando di cercare il suo posto e la sua felicità in giro nel mondo, distaccata però da queste radici importantissime.

La Chiesa Cattolica deve alzare la voce contro la grave violenza della dignità umana. Perchè la situazione dei profughi — partendo dal mettersi in strada, tra le peripezie del viaggio fino all’arrivo nel paese delle loro speranze — comporta quasi sempre la violazione della dignità umana. Dobbiamo dire chiaramente che il processo e il fenomeno stesso della migrazione è contro l’umanità, e quelli che promuovono l’abbandono del paese natale per mezzo di guerre o la menzogna dell’invito con promesse hanno la responsabilità più grande in questa vicenda.

Il nostro compito cristiano non è solo di accogliergli in necessità ma anche di mettere in evidenza che il restare a casa e l’eventuale ritorno è ancora più importante ed aiutare questo ritorno è pure un obbligo di tutti noi. Un giovane, privato delle sue radici, potrà trovare solo con grosse difficoltà la sua vocazione nella nuova patria, semmai possibile. Tacendo del tutto di ciò che è quasi impossibile la cura pastorale nel proprio rito dei giovani, oriundi da varie chiese. Non solo i giovani migranti sono in tal modo a perdere la loro chiesa e la speranza dello sviluppo organico della loro vita, ma con l’esodo di questi giovani anche le singole chiese perdono la speranza della sopravvivenza. Una responsabilità grave per noi che né queste chiese, né i giovani appartenenti ad esse spariscano nelle vicissitudini del mondo.

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