LUNEDÌ 19 FEBBRAIO 2018, 13:58, IN TERRIS


STRAGE IN DAGHESTAN

Kirill: "Attacco all'armonia tra ortodossi e musulmani"

Il Patriarca di Mosca: "La guerra al terrorismo è la guerra santa di oggi”

REDAZIONE
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Il Patriarca di Mosca, Kirill
Il Patriarca di Mosca, Kirill
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ura condanna da parte del Patriarca di Mosca Kirill dopo l'attacco jihadista che domenica 18 febbraio ha colpito i fedeli all'uscita della messa davanti alla cattedrale di San Giorgio a Kizljar, nella Repubblica del Daghestan. Questo atto, secondo il Patriarca rappresenta un “crimine mostruoso”, perpetrato all'inizio del tempo di Quaresima come una provocazione mirante a “provocare discordia tra gli ortodossi e i musulmani, che nel Caucaso vivono in pace da secoli”. A riferire le parole di Kirill sono i portavoce ufficiali dal Patriarcato, aggiungendo che la strage ha provocato profondo dolore in tutta la Chiesa ortodossa russa, e sollecitando indagini approfondite per far emergere eventuali mandanti e complicità dell'azione criminale. 


La strage

L'autore della strage, rivendicata dal sedicente Stato Islamico, è un giovane abitante di Kizljar che ha aperto il fuoco con un fucile da caccia sui suoi concittadini che uscivano dalla messa domenicale, provocando la morte di cinque donne (una delle quali deceduta in ospedale) prima di essere a sua volta ucciso dalle forze dell'ordine. La rivendicazione dell'attentato, diffusa da Daesh, ha presentato il terrorista come “Khalil Daghestani, soldato dell'islam”. Secondo le testimonianze rese dai presenti, il terrorista ha compiuto il massacro al grido di “Allah Akbar”


La guerra santa di oggi

Come riferisce l'Agenzia Fides, in passato il Patriarca Kirill aveva dichiarato che “la guerra al terrorismo è la guerra santa di oggi”, per sottolineare la necessità di una mobilitazione comune della comunità internazionale contro un fenomeno da lui presentato come male globale. Recentemente, in un'intervista televisiva, lo stesso Primate della Chiesa ortodossa russa ha affermato che l'intervento militare della Russia nel conflitto siriano ha impedito il “genocidio” dei cristiani in quel Paese

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