SABATO 11 LUGLIO 2015, 13:53, IN TERRIS

IL SANTO PADRE ARRIVA IN PARAGUAY: “EVITATE UNA DEMOCRAZIA FORMALE”

Ad accogliere il Pontefice nell’aeroporto di Asunción, c’era il presidente Horacio Cartes e le autorità del Paese

STEFANO CICCHINI
IL SANTO PADRE ARRIVA IN PARAGUAY: “EVITATE UNA DEMOCRAZIA FORMALE”
IL SANTO PADRE ARRIVA IN PARAGUAY: “EVITATE UNA DEMOCRAZIA FORMALE”
“Mai più guerra tra fratelli! Costruiamo sempre la pace! Anche una pace del giorno per giorno, una pace della vita quotidiana, a cui tutti partecipiamo evitando gesti arroganti, parole offensive, atteggiamenti prepotenti, e promuovendo invece la comprensione, il dialogo e la collaborazione”. Sono le parole di Papa Francesco pronunciate dinanzi alle autorità e al popolo del Paraguay, nell’ultima tappa del suo viaggio in America Latina. Ad accogliere il Pontefice nell’aeroporto di Asunción, c’era il presidente Horacio Cartes, che poi lo ha ricevuto nel Palazzo Presidenziale.

Il vescovo di Roma ha ricordato “la sofferenza terribile della guerra, dello scontro fratricida, della mancanza di libertà e della violazione dei diritti umani” che il Paraguay ha subito tra l’800 e il 900. Madri, mogli e vedove, ha affermato, “hanno portato il peso più grande, sono state in grado di portare avanti le loro famiglie e il loro Paese, infondendo nelle nuove generazioni la speranza di un domani migliore. Dio benedica la donna paraguayana, la più gloriosa dell’Ametrica Latina!”. I poveri, ha poi sottolineato, “devono occupare un posto prioritario. Si stanno compiendo molti sforzi perché il Paraguay progredisca sulla via della crescita economica. Ci sono stati passi importanti nei campi dell’istruzione e della sanità”.

“Non si fermi lo sforzo di tutti gli attori sociali – ha continuato – fino a quando non ci saranno più bambini senza accesso all’istruzione, famiglie senza casa, lavoratori senza un lavoro dignitoso, contadini senza una terra da coltivare e tante persone costrette a migrare verso un futuro incerto; finché non ci saranno più vittime della violenza, della corruzione o del narcotraffico. Uno sviluppo economico che non tiene conto dei più deboli e sfortunati, non è vero sviluppo”. Inoltre ha invitato il Paese a “consolidare le strutture e le istituzioni democratiche”, evitando ogni tentazione di “democrazia formale”.
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