MERCOLEDÌ 20 MAGGIO 2015, 006:00, IN TERRIS

IL RICORDO DEL BEATO KITBAMRUNG IN THAILANDIA

La storia del martire che avviò al battesimo molte persone anche stando in carcere

AUTORE OSPITE
IL RICORDO DEL BEATO KITBAMRUNG IN THAILANDIA
IL RICORDO DEL BEATO KITBAMRUNG IN THAILANDIA
Fra le grandi figure della Chiesa asiatica, i cattolici ricordano con particolare venerazione p. Benedikto Chunkim, primo sacerdote martire della moderna Thailandia. Giovanni Paolo II lo proclamò beato nel 2000 con una solenne cerimonia in piazza San Pietro.Sacerdote diocesano nato nel gennaio del 1895, morì nello stesso mese del 1944 durante il quinquennio caratterizzato dagli attacchi contro la minoranza cristiana nell’ex regno di Siam (1940-1944), percepita allora come una “religione straniera” ed equiparata al colonialismo francese. Un periodo buio per i cristiani, contraddistinto dall’uccisione di sacerdoti e dalla chiusura di scuole e chiese cattoliche.

All’epoca la fede buddista era tutt’uno con l’essere cittadino thai e i cattolici erano spesso considerati “parassiti” della società thailandese, di cui era necessario “sbarazzarsene”. Una conferma arriva dalle testimonianze e dai racconti delle persone che hanno lavorato a stretto contatto con p. Nicholas, attivo fra le comunità della provincia nord-orientale di Nakhon Ratchasima. Fra questi vi è il Moris Meunier, un missionario di origine francese che racconta: “A quei tempi la persecuzione nelle comunità del nord era meno grave rispetto a quella che si incontrava nel centro della Thailandia, in particolar modo a Phitsanulok (città 300 km a nord circa di Bangkok)”. I cattolici erano talmente impauriti da “seppellire sottoterra i rosari” per non essere scoperti. Anche Chandee Wapeso, cattolico anch’egli appartenente alla comunità di Nakhon Ratchasima, narra che “ai tempi della persecuzione i funzionari di polizia e i capi villaggio facevano irruzione in chiesa e minacciavano i cattolici, perché denunciassero e ripudiassero la loro fede”.

P. Kitbamrung, dopo aver ricevuto l’ordinazione sacerdotale nel 1926, si è sempre battuto per la libertà di culto e il diritto dei cristiani a professare la loro fede. Una lotta che gli è valsa l’accusa di collaborazionismo con i francesi, di difesa del colonialismo e di invito alla rivolta dei cittadini contro il governo. Con queste accuse, anche se prive di fondamento, il sacerdote thai venne arrestato il nel gennaio del 1941 e incarcerato con l’accusa di essere una spia francese. Processato per “ribellione contro il regno”, venne condannato a 15 anni di prigione nel carcere di Bangkok. Il sacerdote muore in cella tre anni più tardi, nel 1944, di tubercolosi. Nel tempo trascorso in prigione egli continua la propria opera evangelizzatrice, avviando alla fede e battezzando almeno 66 persone. Le sue spoglie riposano in una cripta sotto l’altare centrale della cattedrale dell’Assunta. Nel 1992 i cattolici della capitale hanno promosso la causa di beatificazione, dando il via al processo che si è concluso nel 2000 con la proclamazione in piazza San Pietro. Oggi in Thailandia la maggioranza circa il 95% della popolazione professa il buddismo, il 3% circa è di fede musulmana, e solo lo 0,5% sono cristiani, protestanti e cattolici hanno più o meno la stessa percentuale, insieme ad altri gruppi e fedi minori.
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