Il Papa ricorda San Francesco

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:52

Il Vangelo come vademecum”. Con questa frase, pronunciata da Papa Francesco, si può riassumere l’udienza che il Pontefice ha riservato all’Ordine dei Frati Minori, ricevuti oggi in occasione del loro Capitolo generale. Un incontro che è stata l’occasione per ripercorrere la strada di una Chiesa profetica sulle orme del poverello di Assisi. Papa Francesco ha voluto rimarcare, oggi come ieri, la centralità francescana del messaggio di Cristo, di cui l’Ordine è testimonianza viva: “Mi colpisce tanto quel consiglio di Francesco ai frati: 'Predicate il Vangelo, se fosse necessario anche con le parole'”.

Contemplazione nell’azione

Ricordando le approvazioni delle Costituzioni dei frati da parte della Santa Sede, rinnovate l’estate scorsa, così come la recente approvazione dei nuovi Statuti, il Santo Padre ha sottolineato l’importanza del documento, non solo inteso come “patrimonio carismatico”, ma quale dono prezioso rivolto ai posteri. Da gesuita, il Papa ravvisa nella regola francescana la modalità concreta della sequela di Cristo, che i seguaci di San Francesco s’impegnano a “vivere secondo la forma del santo Vangelo”.

Il Vangelo al centro

Al centro del santo di Assisi v’era il Vangelo, e la Sacra Scrittura resta un pilastro del carisma francescano. Per il Santo Padre, il Vangelo diventa prezioso quando la Parola, sull’esempio di Cristo, s’incarna in un programma di vita. Per questo, oggi come ieri, l’esempio di san Francesco è valido: in lui, il Vangelo non è mai statico, ma in continuo dialogo: “Ascoltatelo sempre con attenzione; pregate con esso; e sull’esempio di Maria […] meditatelo assiduamente, così che, assimilandolo, conformiate la vostra vita alla vita di Cristo”. Il Santo Padre fa riferimento al nome, dove “minori” ha parvenza profetica, sull’orma di un’imitatio Christi: “Francesco vi chiede di essere minori, sull’esempio di Gesù che non è venuto per essere servito ma per servire […] Sia questa la vostra unica ambizione: farsi servi, servirvi gli uni gli altri”.

Essere fratelli

Da ciò scaturisce un altro dono che Papa Francesco rimarca come proprio dell’ordine: la fraternità. Per il Santo Padre, il poverello di Assisi ha creato, nella condivisione comunitaria, una forma di profezia nella Chiesa e nel mondo, che diventa “scuola di comunione“. Solo così, un ordine religioso può definirsi una “realtà sempre in cammino, in costruzione, e che pertanto chiede il contributo di tutti, senza che alcuno si escluda o sia escluso; nella quale non ci sono ‘consumatori’ ma costruttori. Una realtà in cui si possano vivere percorsi di continuo apprendistato, di apertura all’altro, di interscambio reciproco; una realtà accogliente, disposta e disponibile ad accompagnare; una realtà in cui è possibile fare una pausa nella vita quotidiana, per coltivare il silenzio e lo sguardo contemplativo e così riconoscere in essa l’impronta di Dio; una realtà in cui tutti vi considerate fratelli, tanto i ministri quanto gli altri membri della fraternità; un’esperienza in cui ognuno è chiamato ad amare e nutrire il suo fratello, come la madre ama e nutre il proprio figlio”.

La pace

L’invito finale del Santo Padre ai frati è un invito a predicare la pace, che “non è assenza di problemi, ma che viene con la presenza di Dio in noi stessi e si manifesta in tutto ciò che siamo, facciamo e diciamo”. La pace prospettata da Papa Francesco, sulle orme del santo, è una realtà concreta, fatta “prima di tutto con la vita e poi con le parole”. Soltanto irrorati da questa benedizione, ci si può trasformare in “strumenti di perdono e di misericordia” e far delle comunità “luoghi in cui si sperimenti la misericordia”.

Il Papa sulle orme di San Francesco

Il Pontefice non ha fatto mai mistero di considerare san Francesco un modello profetico della Chiesa. Sui passi ideali di San Francesco, infatti, si situa il suo recente viaggio ad Abu Dhabi il susseguente Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune, sottoscritto con il grande imam di Al-Azhar, Ahamad al-Tayyi. Con il viaggio negli Emirati Arabi Uniti dello scorso marzo, il Papa ha voluto, così, ricordare gli 800 anni dell’incontro tra San Francesco ed il Sultano Al-Malik Al-Kamel.

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