Il Papa: “L'ira di Dio si scatenerà contro chi parla di pace e vende armi”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:57

Tante volte penso all'ira di Dio che si scatenerà contro i responsabili dei Paesi che parlano di pace e vendono le armi per fare queste guerre. Questa ipocrisia è un peccato”. E' quanto ha detto Papa Francesco, parlando della situazione della Siria, ai partecipanti alla 92esima assemblea plenaria della Roaco, la Riunione delle Opere di Aiuto alle Chiese Orientali, che si è svolta nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico in Vaticano.

Il dramma della Siria

Il Papa ha fatto un escursus delle questioni che riguardano il Medio Oriente, sottolineando che in questi giorni i relatori Pontifici avrebbero aiutato i partecipanti alla riunione a mettersi in ascolto “del grido di molti che in questi anni sono stati derubati della speranza: penso con tristezza ancora una volta al dramma della Siria e alle dense nubi che sembrano riaddensarsi su di essa in alcune aree ancora instabili e ove il rischio di una ancora maggiore crisi umanitaria rimane alto”.

L'Ucraina… 

Parlando alla Roaco, il Pontefice ha ricordato anche l'Ucraina, dove la popolazione patisce le ferite che sono state causate dal conflitto. Ferite che le realtà ecclesiali tentano di sanare attraverso un'iniziativa caritativa. 

La Terra Santa

Anche se solo con il pensiero, il Papa non poteva fare a meno di andare in Terra Santa. “Auspico che il recente annuncio di una seconda fase di studio dei restauri del Santo Sepolcro, che vede fianco a fianco le comunità cristiane dello Status quo, si accompagni agli sforzi sinceri di tutti gli attori locali ed internazionali perché giunga presto una pacifica convivenza nel rispetto di tutti coloro che abitano quella terra, segno per tutti della benedizione del Signore”, ha aggiunto.

Un pensiero ai migranti

Non poteva, mancare il ricordo delle migliaia di persone che tentano il viaggio della speranza in mare. “Gridano le persone in fuga ammassate sulle navi, in cerca di speranza, non sapendo quali porti potranno accoglierli, nell’Europa che però apre i porti alle imbarcazioni che devono caricare sofisticati e costosi armamenti, capaci di produrre devastazioni che non risparmiano nemmeno i bambini. Questa è l’ipocrisia della quale ho parlato. Siamo qui consapevoli che il grido di Abele sale fino a Dio, come ricordavamo proprio a Bari un anno fa, pregando insieme per i nostri fedeli del Medio Oriente”. 

Un viaggio apostolico in Iraq

E poi l'annuncio di un futuro viaggio apostolico in Iraq, dove il Pontefice ha “la volontà di andare il prossimo anno, perché possa guardare avanti verso la pacifica e condivisa partecipazione alla costruzione del bene comune in tutte le compenenti anche religiose delle società, e non si ricada in tensioni che vengono dai mai sopiti conflitti delle potenze regionali”. 

 

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