Il Papa: “La Madonna ci radica nella Chiesa”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:20

Prima messa dell'anno nuovo nella Basilica San Pietro. Papa Francesco ha celebrato nel giorno della festività di Maria Santissima Madre di Dio. Bergoglio ha rimarcato l'importanza della Madonna nell'omelia pronunciata dopo la proclamazione del Vangelo.

Lasciamoci guardare dalla Madonna

“All’inizio dell’anno – ha detto il Papa – chiediamo a Lei la grazia dello stupore davanti al Dio delle sorprese. Rinnoviamo lo stupore delle origini, quando nacque in noi la fede. La Madre di Dio ci aiuta; la Madre che ha generato il Signore, genera noi al Signore”. Bergoglio ha messo in guardia dal pericolo di far diventare la Chiesa un “museo del passato”: “La Madonna, invece – ha detto il Santo Padre – porta nella Chiesa l’atmosfera di casa, di una casa abitata dal Dio della novità”. Lo sguardo di Maria riflette la bellezza di Dio; il Pontefice ha esortato: “Da Lei lasciamoci guardare, lasciamoci abbracciare, lasciamoci prendere per mano. Lasciamoci guardare. Questo soprattutto nel momento del bisogno, quando ci troviamo impigliati nei nodi più intricati della vita, giustamente guardiamo alla Madonna, alla Madre. Ma è bello anzitutto lasciarci guardare dalla Madonna. Quando ci guarda, Lei non vede dei peccatori, ma dei figli”.

La Chiesa della tenerezza

L'esempio che ci arriva da Maria è una prova di tenerezza. Una parola che sta a cuore a Francesco, il quale ha evidenziato come oggigiorno “molti vorrebbero eliminarla dal vocabolario”. “La Madonna – ha detto il Santo Padre – ci radica nella Chiesa, dove l’unità conta più della diversità, e ci esorta a prenderci cura gli uni degli altri. Lo sguardo di Maria ricorda che per la fede è essenziale la tenerezza, che argina la tiepidezza”. Se non c'è spazio per questo, si rischia di perdere il senso di fraternità: “Un mondo che guarda al futuro senza sguardo materno – ha osservato il Papa – è miope. Aumenterà pure i profitti, ma non saprà più vedere negli uomini dei figli. Ci saranno guadagni, ma non saranno per tutti. Abiteremo la stessa casa, ma non da fratelli. La famiglia umana si fonda sulle madri. Un mondo nel quale la tenerezza materna è relegata a mero sentimento potrà essere ricco di cose, ma non ricco di domani”. 

La Madonna non è un optional

Il Pontefice ha sottolineato come il segreto di Maria sia quello di condurre tutto a Dio: “La Madonna, cioè, aveva tutto a cuore, abbracciava tutto, eventi favorevoli e contrari. E tutto meditava, cioè portava a Dio. Ecco il suo segreto. Allo stesso modo ha a cuore la vita di ciascuno di noi: desidera abbracciare tutte le nostre situazioni e presentarle a Dio”. Al giorno d'oggi c'è ancora più bisogno dell'abbraccio della Madonna: “Allo stesso modo – ha osservato Bergoglio – ha a cuore la vita di ciascuno di noi; desidera abbracciare tutte le nostre situazioni e presentarle a Dio“. “Nella vita frammentata di oggi, – ha proseguito – dove rischiamo di perdere il filo, è essenziale l’abbraccio della Madre. C’è tanta dispersione e solitudine in giro; il mondo è tutto connesso, ma sembra sempre più disunito. Abbiamo bisogno di affidarci alla Madre”. Rimanere estranei a questo sguardo materno rischia di portare all'indifferenza e alla cattiveria. Invece, ha ricordato il Papa, “Maria è rimedio alla solitudine e alla disgregazione”. “Quanti, purtroppo – ha fatto notare Bergoglio – reagiscono a tutto e a tutti con veleno e cattiveria! Nella vita è così. Mostrarsi cattivi talvolta pare persino sintomo di fortezza. Ma è solo debolezza. Abbiamo bisogno di imparare dalle madri che l’eroismo sta nel donarsi, la fortezza nell’aver pietà, la sapienza nella mitezza. Dio non ha fatto a meno della Madre: a maggior ragione ne abbiamo bisogno noi”. Rimanere sotto la Sua protezione ci aiuta a superare i periodi peggiori perché, ha concluso il Pontefice, “la Madonna non è un optional; va accolta nella vita. È la Regina della pace, che vince il male e conduce sulle vie del bene, che riporta l’unità tra i figli, che educa alla compassione. Prendici per mano, Maria. Aggrappati a Te supereremo i tornanti più angusti della storia”.

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