Il Papa: “Giovani, non perdetevi nel frattanto, siete l'adesso di Dio”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:38

Hanno trascorso la notte con un messaggio di incoraggiamento nel cuore le decine di migliaia di giovani che, ieri notte, hanno partecipato alla veglia con Papa Francesco al Campo San Juan Pablo II di Panama. Questa mattina, al Metro Park di Panama City, erano pronti ad ascoltare un nuovo invito a essere i veri portatori di questo messaggio. E, nel ricordare loro questo impegno, Papa Francesco cita l'episodio evangelico di Gesù nella sinagoga, “circondato da conoscenti e vicini e chissà forse anche da qualche sua 'catechista' di infanzia che gli ha insegnato la legge”. In quel momento, “Gesù si alzava in piedi e prendeva la parola per annunciare e attuare il sogno di Dio”. E' quell'adesso che il Signore, attraverso Cristo, ci rivela e ci manda incontro: “Con Gesù si fa presente, si fa volto, carne, amore di misericordia che non aspetta situazioni ideali o perfette per la sua manifestazione”.

Un Dio a distanza

Non esiste un dopo o “un frattanto”: Dio dice adesso, ora. Non che tutti lo ascoltino immediatamente: “Non sempre crediamo che Dio possa essere tanto concreto e quotidiano, tanto vicino e reale, e meno ancora che si faccia tanto presente e agisca attraverso qualche persona conosciuta… Ci costa accettare che 'l’amore divino si faccia concreto e quasi sperimentabile nella storia con tutte le sue vicissitudini dolorose e gloriose'”, spiega citando Benedetto XVI. A volte, avvisa Papa Francesco, “preferiamo un Dio a distanza… e che non scomodi. Perché un Dio vicino e quotidiano, amico e fratello ci chiede di imparare vicinanza, quotidianità e soprattutto fraternità… Dio è reale perché l’amore è reale, Dio è concreto perché l’amore è concreto”.

La finzione della gioia

Il rischio è di comportarsi come “i vicini di Nazaret”, essere sordi dal messaggio di immediatezza e vicinanza che il Signore ci comunica: “Voler addomesticare la Parola di Dio è cosa di tutti i giorni… E anche a voi, cari giovani, può succedere lo stesso ogni volta che pensate che la vostra missione, la vostra vocazione, perfino la vostra vita è una promessa che vale solo per il futuro e non ha niente a che vedere col vostro presente”. Essere giovani, ammonisce il Santo Padre, non è sinonimo di “sala di attesa” e nemmeno inventare un futuro “impacchettato” nel “frattanto di quell'ora”: questa è “la finzione della gioia, vi tranquillizziamo”. Nel frattanto “i sogni perdono di quota” e diventano “illusioni rasoterra”. Uno dei frutti più importanti del Sinodo, ha spiegato, è stata la ricchezza di poterci incontrare, dello scambio e il valore del riconoscere il bisogno gli uni degli altri”.

L'adesso

I giovani, incoraggia il Pontefice, “non sono il futuro ma l'adesso di Dio… Sentite di avere una missione e innamoratevene, e da questo dipenderà tutto. Potremo avere tutto, ma se manca la passione dell’amore, mancherà tutto”. Quello di Dio è un adesso perché “è amore concreto, vicino, reale… Come avvenne nella sinagoga di Nazaret, il Signore, in mezzo a noi, ai suoi amici e conoscenti, di nuovo si alza in piedi, prende il libro e ci dice: 'Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato'”.

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