Galantino apre l'Anno Accademico dell'Istituto Teologico

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:30

Sarà mons. Nunzio Galantino, Segretario della Conferenza Episcopale Italiana, a inaugurare l'Anno Accademico 2017/2018 dell'Istituto Teologico Salernitano del Seminario metropolitano “Giovanni Paolo II”, affiliato alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale. L'evento, in programma giovedì 23 novembre, a partire dalle ore 16:30 si svolgerà presso l’Auditorium del Seminario Metropolitano in Via Pompei, 6 a Pontecagnano Faiano (SA). Monsignor Galantino, interverrà in apertura dei lavori con una prolusione sul tema “La Chiesa italiana, testimone di un nuovo umanesimo. A due anni dal Convegno ecclesiale di Firenze”.

L'accoglienza

Il Segretario della Cei sarà accolto dal Prefetto degli Studi il prof. don Angelo Barra, dal Rettore del Seminario don Gerardo Albano e dai Vescovi della Metropolia salernitana: mons. Luigi Moretti, arcivescovo dell’Arcidiocesi Salerno-Campagna-Acerno; mons. Orazio Soricelli, arcivescovo dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’ Tirreni; mons. Giuseppe Giudice, vescovo della Diocesi Nocera-Sarno; mons. Antonio De Luca, C.SS.R, vescovo della Diocesi Teggiano-Policastro; mons. Ciro Miniero, vescovo della Diocesi Vallo della Lucania; l’abate Michele Petruzzelli, O.S.B., dell’Abbazia territoriale Cava de’ Tirreni.

In continuità con il Convegno di Firenze

Nel corso dell’evento, che si pone in continuità con le risultanti dei lavori del Convegno ecclesiale di Firenze del 2015, saranno presentati i prossimi appuntamenti dell’Istituto Teologico Salernitano, che si inseriscono sulla scia tematica fiorentina “In Gesù Cristo il nuovo umanesimo” per portare prossimamente nei luoghi del dibattito pubblico e nelle agorà della società civile i temi della cristianità e di un umanesimo pienamente vissuto. 

Essere missionari

Mons. Galantino, in questi mesi, è intervenuto diverse volte sul tema del “nuovo umanesimo”, che oggi presuppone anche un nuovo “slancio missionario”, come affermato dallo stesso presule in un discorso pronunciato nel gennaio del 2016 in San Pietro in Vincoli a Ravenna. “Il nuovo umanesimo che cerchiamo non si trova in un libro; non aspettiamo che un autore ci fornisca, con una pubblicazione, una visione antropologica innovativa e adeguata al nostro tempo, peraltro in perpetua e rapida trasformazione – ha dichiarato Galantino -. Vivremo e contribuiremo a diffondere un nuovo umanesimo camminando insieme alle persone, a contatto con la storia e nel riferimento costante alla persona e all'esempio di Cristo. È questa la strada che ci permette di contribuire a costruire un’umanità nuova, che riconosca e sposi la logica delle Beatitudini, facendo della ricerca della santità la via per la felicità. Il nostro compito, quindi, come battezzati e ancor più come ministri, è quello di guardare a Gesù e di indicarlo, di conoscerlo noi per primi e di farlo conoscere. E per fare questo si tratta – riprendendo le cinque vie indicateci dal Convegno ecclesiale nazionale di Firenze 2015 – di uscire, non solo verso ogni periferia geografica ed esistenziale, ma di uscire, come Chiesa, dalla retorica, dai luoghi comuni e dal politicamente corretto; di annunciare che l’uomo non è solo ma è oggetto di un disegno di grazia, fatto di attenzione concreta e di compagnia sperimentata; di abitare il nostro mondo, assumendone le sfide; di educare i fratelli a vivere secondo la logica del Vangelo; di trasfigurare le relazioni e gli ambienti di vita mediante la pratica della misericordia, che sola dà senso e pienezza alla vita umana”.

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