MERCOLEDÌ 13 MARZO 2019, 00:01, IN TERRIS

Dagli Emirati al Marocco, la via ecumenica di Papa Francesco

Continuo l'appello al rispetto delle differenze. Il professor Haidar a In Terris: "Il suo messaggio, uno schiaffo al fondamentalismo"

DAMIANO MATTANA
Facebook Twitter Copia Link Invia Scrivici
Papa Francesco con il Grande Imam ad Abu Dhabi
Papa Francesco con il Grande Imam ad Abu Dhabi
"Q

uando il saggio segnala il sole con il dito, l’idiota guarda il suo dito, dice un proverbio. Il Papa non è il sole, lui è il dito. Guardiamo il sole, che è Cristo, e non il dito”. Parole con un messaggio ben preciso quelle dell'arcivescovo di Rabat, monsignor Cristobal Lopez, che richiamano non tanto a Papa Francesco come figura quanto piuttosto alla sua rappresentanza: quando il Santo Padre si recherà in Marocco, alla fine del mese, "più che quello che farà... sarà importante l’atteggiamento con cui viene e con cui dobbiamo accoglierlo". Non lasciarsi andare ai sensazionalismi né all'impatto che la figura di un Pontefice può suscitare nel recarsi in un Paese arabo, ma concentrarsi su quello spirito di ecumenismo che Papa Francesco ha manifestato nella sua visita ad Abu Dhabi, dove ha sottoscritto un documento importante, un primo fondamentale e condiviso passo per la creazione di un solido ponte di dialogo con la religione islamica che travalichi le deviazioni del fondamentalismo e raggiunga una dimensione di confronto e tolleranza. Questo il richiamo, anzi, l'invito dell'arcivescovo: dare continuità alla strada di Francesco, far sì che il suo messaggio non si limiti all'entusiasmo di un momento ma sia parte di un grande progetto di fratellanza fra le grandi religioni monoteistiche.


Il rispetto delle differenze

Sono passati oltre 30 anni dall'ultima visita di un Pontefice in Marocco. Fu Giovanni Paolo II, nel 1985, a varcare i crinali dell'Atlante per incontrare i giovani musulmani in un evento di portata storica nello stadio di Casablanca, quando fece appello alla lealtà e al "rispetto delle differenze" veicolando un messaggio di speranza. Riflettere sui tratti comuni piuttosto che chiuderci nelle nostre diversità: un messaggio che Papa Francesco ha ribadito durante la sua visita nella Penisola araba, spiegando che "il coraggio dell'alterità è l'anima del dialogo". Un aspetto tutt'altro che banale, attorno al quale ruotano le possibilità di un futuro di rispetto reciproco, epurato dagli odi fondamentalisti: "Il Pontefice ha aperto una finestra di dialogo in terra araba - ha spiegato a In Terris il professor Hafez Haidar, scrittore libanese ed ex candidato al Nobel per la Pace - e, allo stesso tempo, assestato uno schiaffo micidiale al jihadismo, che poi altro non è che un'idea sbagliata dell'Islam. In un momento storico come quello attuale, dove si assiste al dilagare della paura dell'altro, si tratta di un gesto di grande significato, un sigillo papale ma anche un atto deciso da parte dell'Islam: un segnale di forte apertura reciproca che ribadisce la necessità di dialogare come antidoto all'ignoranza che genera l'intolleranza e l'integralismo violento. E, nondimeno, è un messaggio anche all'Arabia Saudita".


Parlare, confrontarsi

Non è semplice conciliare tradizioni e usanze diverse ma, in fondo, non è questo che si richiede a un dialogo costruttivo, da basare più che altro sul confronto e sul ragionamento in merito ai tratti comuni: "E' inevitabile che, per quanto sia stata tracciata una via importante, qualche difficoltà verrà incontrata. Noi cattolici ci affidiamo al Papa, l'Islam è diviso al suo interno, risente ancora delle divergenze fra sunniti e sciiti e ogni nazione ha un suo imam... Mettere in ordine tutte le varie componenti non è semplice. Di sicuro il Papa ha rimosso una grossa barriera, dimostrando che chiacchierare non serve ma che un confronto basato sul rispetto delle divergenze è possibile". Non è forse un caso che, subito dopo la sua visita ad Abu Dhabi, Papa Francesco abbia scelto il Marocco: "C'è una chiave di lettura - ha detto ancora il professor Haidar - che, secondo me, dev'essere declinata fra i contenuti del documento sottoscritto dal Papa e dal Grande Imam e il necessario contrasto al fondamentalismo. I gruppi jihadisti fomentano l'odio additando all'Occidente le responsabilità dei maltrattamenti subito dal popolo mediorientale nel recente passato. Forse c'è del vero ma l'influenza occidentale non ha lasciato solo eredità negative. Come non è possibile indicare tutti gli islamici come 'terroristi', allo stesso modo non si può negare quanto di positivo è stato lasciato dagli occidentali in quelle terre. In questo consiste lo schiaffo ai fondamentalisti: aver dimostrato che parlare e confrontarsi offre molte più opportunità di un odio scellerato".


Verso il Marocco

In Marocco c'è attesa per la visita di Papa Francesco che, nonostante abbia parlato del documento sottoscritto con al-Azhar come di una prima tappa della lunga via comune del dialogo, è riuscito ad aprire un'importante finestra sul mondo arabo: "Il Papa verrà in Marocco come pastore universale - ha spiegato ancora l'arcivescovo di Rabat -, padre di tutti i cristiani cattolici, persona di buona volontà che vuole incontrare tutti. E per tutti, si presenta come ‘Servo della speranza’. Viene per riempirci di speranza, per darci forza, per riprenderci dallo scoraggiamento, per infondere entusiasmo; viene ad annunciare il Vangelo a noi". Una missione che esula dal semplice viaggio ma che impegna i credenti di entrambe le religioni a trasferire il messaggio di pace anche nella quotidianità, con la consapevolezza che la vera sfida non è tanto quella del confronto con l'alterità, ma con quanto noi stessi siamo in grado di oltrepassare le barriere della diffidenza.

Commenti

Gentile lettore, 

la redazione si riserva di approvare i commenti prima della loro pubblicazione. 


Scrivi il tuo commento


Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.
Fai una donazione
Vuoi essere aggiornato?
NEWS
FIUMICINO

Arrestato il boss dei narcos Dottor Wagner

Socio di El Chapo, coordinava il trasferimento di stupefacenti dal Messico agli Stati Uniti
Metro della linea 2 allagata
CAMPANIA

Bomba d'acqua su Napoli: metro allagata

Problemi anche per chi viaggia in circumvesuviana
Campo rom
PISA

Matrimonio combinato e violenze sulle figlie: padre arrestato

Accusato di "costrizione o induzione al matrimonio", primo caso in Italia
Phoebe Waller Bridge
EMMY AWARD 2019

Emmy: trionfa Fleabag, al Trono di Spade 2 statuette

Tutti i premi più importanti della televisione consegnati nella notte del 22 settembre a Los Angeles
Il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente del Ccee
GENOVA

Al via il percorso diocesano di formazione socio politica

Il 22 novembre interverranno il card. Bagnasco e David Sassoli, presidente del Parlamento europeo
Ocean Viking
MIGRANTI

L'Ocean Viking attraccherà a Messina

Ok del Viminale: i 182 a bordo toccheranno terra in Sicilia. Tutto pronto, intanto, per il summit a La Valletta
Gino Paoli
ARTISTA E POETA

Gino Paoli e un compleanno senza celebrazioni

L'autore di "Senza fine" e di "Sapore di sale" festeggia oggi 85 anni
Il cenno d'intesa fra Vettel e Leclerc all'arrivo del Gp di Singapore - Foto © Twitter
IL GP

Vettel-Leclerc: Singapore è rosso Ferrari

Straordinaria doppietta per il team di Maranello davanti a Verstappen ed Hamilton
La sacca dell'iniziativa
AMBIENTE

Legambiente: “Rifiuti e pregiudizi inquinano”

700 mila volontari a “Puliamo il mondo”: effetto Greta sull’eco-mobilitazione arrivata alla 27° edizione
L'epicentro del sisma
SISMA

Terremoto in provincia di Udine

Magnitudo 3.8 con epicentro a Tolmezzo, stamattina ha tremato il Centro Italia
Ospedali riuniti di Foggia
CERIGNOLA | FOGGIA

Picchiati da coetanei senza motivo: 2 ragazzi in ospedale

Un secondo agguato a Foggia nei confronti di altri due minorenni
Giuseppe Conte con Maurizio Landini
LECCE

Conte dalla Cgil: "Pugno duro
con chi evade"

Il premier chiude le Giornate del lavoro organizzate dalla sigla sindacale