SABATO 18 GIUGNO 2016, 000:30, IN TERRIS

CONDIVISIONE E PREGHIERA: IL CARATTERE MULTI-RELIGIOSO DELLA COMUNITA' DI TAIZE'

AUTORE OSPITE
CONDIVISIONE E PREGHIERA: IL CARATTERE MULTI-RELIGIOSO DELLA COMUNITA' DI TAIZE'
CONDIVISIONE E PREGHIERA: IL CARATTERE MULTI-RELIGIOSO DELLA COMUNITA' DI TAIZE'
Chi ha avuto modo di vivere esperienze presso la GiFra (Gioventù francescana), avrà sentito parlare probabilmente di una comunità speciale per il suo carattere multi religioso, cioè quella di Taizè un centro di spiritualità in cui si scopre quanto sia bella la condivisione e la preghiera comunitaria. In questo luogo si offre un’opportunità importante per la crescita umana, per chiunque voglia sperimentare che una convivenza multietnica pacifica, è possibile, non è un’utopia la fratellanza tra popoli. Ma come nasce Taizè?

Torniamo indietro negli anni, è stata l’intuizione di un giovane svizzero: frère Roger, che nel 1940 recandosi in Francia, durante un lungo periodo di malattia, ha iniziato a meditare l’idea di fondare una comunità.

Quando è scoppiata la Seconda Guerra mondiale, è stata palese la necessità di aiutare quante più vittime colpite dalla tragedia in corso. Taizé, il piccolo villaggio dove si era stabilito frère Roger, era vicino la linea di demarcazione che separava la Francia in due parti: posizione ottimale per l’accoglienza dei profughi della guerra, tra i rifugiati vi erano pure molti Ebrei.

Pochissime le risorse economiche, ad esempio per avere l’acqua bisognava recarsi al pozzo del villaggio, così pure il pasto era semplicissimo, tutti erano accolti senza alcuna discriminazione. Il monaco Roger era solito pregare in solitudine, spesso si recava nel bosco, questo lo faceva per non creare tensioni tra gli altri fratelli di confessioni religiose differenti, ospitati in quel difficile periodo della guerra.

Numerosi orfani, dopo la guerra sono stati accolti appunto a Taizé, così frère Roger aiutato da sua sorella Geneviève, ha portato avanti questo servizio, persino la domenica, alcuni prigionieri di guerra tedeschi internati in un campo vicino la comunità, venivano ospitati. Poco tempo dopo, alla comunità si unirono altri uomini, che hanno fatto del servizio una scelta di vita, per cui è stata scritta la Regola di Taizé.

Oggi la comunità organizza una serie di eventi, approfondimenti biblici, dibattiti su vari temi, e pure feste, il dialogo interreligioso procede il suo percorso, lì si vive questa comunione, perchè ciascuno si pone a servizio l’uno dell’altro, con i propri carismi, e tradizioni. Chi si reca a Taizè scoprirà l’armonia e la gioia dello stare insieme come fratelli, sentirà canti in diverse lingue. Una simile oasi di pace italiana è stata realizzata a Bose.

Si comprende bene che, costruire realtà belle e sante, è possibile. La voglia di cambiare rotta è dentro ognuno di noi, non lasciamoci “rubare la speranza” per avere un futuro migliore bisogna essere sognatori e coraggiosi. E voi cosa aspettate a vivere un’esperienza che rigenera lo spirito? Si avvicina il prossimo invito della Comunità, dal 28 agosto al 4 settembre 2016, con la “Settimana speciale di Taizè”.
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