MERCOLEDÌ 30 SETTEMBRE 2015, 14:41, IN TERRIS

BERGOGLIO IN PIAZZA A SAN PIETRO: "DIO COSTRUISCE PONTI, NOI MURI CHE CROLLANO SEMPRE!"

Riprendono le catechesi di Papa Francesco dopo la pausa dovuta al suo viaggio apostolico a Cuba e Stati Uniti

EDITH DRISCOLL
BERGOGLIO IN PIAZZA A SAN PIETRO:
BERGOGLIO IN PIAZZA A SAN PIETRO: "DIO COSTRUISCE PONTI, NOI MURI CHE CROLLANO SEMPRE!"
Dopo la pausa dovuta al viaggio negli Stati Uniti e Cuba, sono riprese oggi le udienze del mercoledì a Piazza San Pietro. Visita apostolica di cui Papa Francesco ha parlato oggi, sottolineando gli aspetti più importanti, ponendo l'accento sul fatto che gli Stati Uniti devono ripartire dalla famiglia. Il Pontefice ha inoltre ringraziato i presidenti Obama e Castro, il Segretario generale dell'Onu Ban Ki-Moon e a tutti coloro che hanno lavorato per la riuscita del viaggio.

Bergoglio ha spiegato di essersi presentato come "Missionario della Misericordia", perché "la misericordia di Dio è più grande di ogni ferita, di ogni conflitto, di ogni ideologia; e con questo sguardo di misericordia ho potuto abbracciare tutto il popolo cubano, in patria e fuori, al di là di ogni divisione". Secondo Francesco il simbolo di questa "unità profonda dell'anima cubana" è la Vergine della Carità del Cobre, "Madre di speranza che guida nel cammino di giustizia, pace, libertà e riconciliazione". Inoltre il Pontefice ha aggiunto di aver "potuto condividere con il popolo cubano la speranza del compiersi della profezia di San Giovanni Paolo II: che Cuba si apra al mondo e il mondo si apra a Cuba".

Inoltre riferendosi al recente disgelo dei rapporti tra gli Stati Uniti e l'isola caraibica e tornando un tema a lui caro, quello della costruzioni di "ponti" ha spiegato che il viaggio da Cuba agli Usa "è stato un passaggio emblematico, un ponte che grazie a Dio si sta ricostruendo. Dio sempre vuole costruire ponti; siamo noi che costruiamo muri! E i muri crollano, sempre!".

Parlando della sua permanenza sul territorio statunitense, Francesco ha ribadito che "la più grande ricchezza di quel Paese e della sua gente sta nel patrimonio spirituale ed etico". Inoltre ha incoraggiato "a portare avanti la costruzione sociale nella fedeltà del suo principio fondamentale, che cioè tutti gli uomini sono creati da Dio uguali e dotati di inalienabili diritti, quali la vita, la libertà e il perseguimento della felicità". "San Junipero mostra la strada della gioia: andare e condividere con gli altri l'amore di Cristo - ha aggiunto il Papa -. Questa è la vita del cristiano, ma anche di ogni uomo che ha conosciuto l'amore: non tenerlo per sé, ma condividerlo con gli altri.Su questa base religiosa e morale sono nati e cresciuti gli Stati Uniti d’America, e su questa base essi possono continuare ad essere terra di libertà e di accoglienza e cooperare ad un mondo più giusto e fraterno".

La parte conclusiva della catechesi di Francesco in Piazza San Pietro è stata interamente rivolta all'ultima tappa del suo viaggio. A Philadelphia si è infatti tenuto l'incontro con le famiglie, "cioè l'alleanza feconda tra l'uomo e la donna" che è la "risposta grande sfida del nostro mondo, ed è una sfida duplice: la frammentazione e la massificazione, due estremi che convivono e si sostengono a vicenda, e insieme sostengono il modello consumistico. La famiglia è la risposta perché è la cellula di una società che equilibra la dimensione personale e quella comunitaria, e che nello stesso tempo può essere il modello di una gestione sostenibile dei beni e delle risorse del creato".

La famiglia, ha poi rilevato, è “il soggetto protagonista di un’ecologia integrale, perché è il soggetto sociale primario, che contiene al proprio interno i due principi-base della civiltà umana sulla terra: il principio di comunione e il principio di fecondità”. Un ultimo pensiero di gratitudine dunque alla città e alla Chiesa di Philadelphia. E’ stato “provvidenziale – ha osservato – che il messaggio, anzi, la testimonianza dell’Incontro Mondiale delle Famiglie sia venuta in questo momento dagli Stati Uniti d’America, cioè dal Paese che nel secolo scorso ha raggiunto il massimo sviluppo economico e tecnologico senza rinnegare le sue radici religiose”. “Ora queste stesse radici chiedono di ripartire dalla famiglia per ripensare e cambiare il modello di sviluppo, per il bene dell’intera famiglia umana”.

Al momento del saluto ai pellegrini, oltre 20 mila, Francesco ha ricordato la memoria di San Girolamo. “Cari giovani – ha detto – la sua passione per la Sacra Scrittura vi faccia innamorare del Libro della Vita; cari ammalati, la sua austerità riempia di significato la vostra sofferenza; cari sposi novelli, il suo vigore spirituale fortifichi la fede nella vostra nuova casa”.

 
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