Asia Bibi è libera: arrivata in Canada

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:45

Finalmente libera. Asia Bibi, la donna cristiana pachistana accusata di blasfemia nel 2010 e condannata a morte, è atterrata all'alba di oggi (ora italiana) in Canada con un aereo proveniente dal Pakistan. Lo ha reso noto il suo avvocato Saif Ul Malook alla Cnn. Nel Paese nordamericano vivono già da tempo i suoi cinque figli.

L'assoluzione

Nell'ottobre scorso la Corte Suprema del Pakistan ha assolto Asia Bibi. La donna cristiana, che si è sempre dichiarata innocente, era stata arrestata nel 2009 e condannata a morte per blasfemia nel 2010. Il caso ha scatenato indignazione all’estero e violenze nel Paese. “Assolta da tutte le accuse”, ha detto il giudice Saqib Nisar al verdetto della Corte suprema, aggiungendo che la signora Bibi sarebbe stata rilasciata “immediatamente”.

La scarcerazione e il ricorso

Ai primi di novembre Asia Bibi è stata poi rilasciata. La donna non ha potuto però lasciare il Paese insieme alla sua famiglia (ipotesi presa in considerazione per la sua incolumità), anche perché gruppi fondamentalisti hanno fatto ricorso alla Corte Suprema contro il verdetto di assoluzione. Asia Bibi vive da quando è stato emesso il verdetto in una località segreta. Dal giorno dell'assoluzione anche il marito vive in clandestinità, accanto a lei. Gli anni della prigionia sono stati durissimi anche per lui, costretto a fuggire ad abbandonare la sua casa di sempre per trovare rifugio in un quartiere popolare di Lahore. Sempre al fianco della moglie detenuta, l'uomo ha dovuto tutelare anche l'incolumità delle figlie Esha ed Ehsam continuamente minacciate dai vicini più radicali. Nel gennaio scorso, poi, l'ultimo atto: la Corte Suprema ha respinto un ricorso contro la sua assoluzione che era stato presentato da gruppi fondamentalisti. Sin dall’udienza dell’8 ottobre scorso i fondamentalisti hanno messo in atto manifestazioni e campagne attraverso i social, contro l’assoluzione della “maledetta” Asia, invocandone l’impiccagione e minacciando di morti i giudici e chiunque l’avesse difesa.

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