MARTEDÌ 25 GIUGNO 2019, 07:35, IN TERRIS

BEIRUT

Apre il primo Giardino dei Giusti del Libano

Alberi di olivo in onore di dieci Giusti dell’umanità appartenenti a etnie, religioni e credi diversi

MILENA CASTIGLI
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 Giardino di Yad Vashem a Gerusalemme
Giardino di Yad Vashem a Gerusalemme
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opo Israele, un Giardino dei Giusti anche in Libano. Sabato 29 giugno a Kfarnabrakh, villaggio a 45 km circa da Beirut, capitale libanese, sarà inaugurato il primo Giardino dei Giusti del Libano con la dedica di dieci alberi di olivo in onore di dieci Giusti dell’umanità appartenenti a etnie, religioni e credi diversi. L’iniziativa, nata dalla collaborazione tra Gariwo e l’associazione libanese Annas Linnas, sarà realizzata all’interno del Giardino educativo sensoriale situato sulla collina di Kfarnabrakh (kfar significa casa-paese-territorio, nabrakh significa benedetto), a circa 1.100m di altitudine nel Distretto del Chouf nella catena del Monte Libano.


L'iniziativa

Gariwo, la foresta dei Giusti, acronimo di Gardens of the Righteous Worldwide, è un'organizzazione no profit con sede a Milano che svolge la sua attività a livello internazionale. Scopo dell'associazione, presieduta da Gabriele Nissim, è di accrescere e approfondire la conoscenza e l'interesse verso le figure e le storie dei Giusti, con iniziative pubbliche, l'uso dei mezzi di comunicazione, il sito internet e i social network. Altro principale scopo è quello di creare Giardini di Giusti nel mondo. La sua attività è sostenuta da un Comitato scientifico internazionale. L'associazione Annas Linnas, costituita nel 2009 dal padre greco-melchita-basiliense Abdo Raad per favorire la convivenza tra la popolazione locale e i rifugiati, è impegnata dal 2011 ad alleviare i disagi causati dall’arrivo di nuovi profughi dai Paesi limitrofi. Per Gariwo sarà presente Pietro Kuciukian, console onorario della Repubblica d’Armenia in Italia e co-fondatore di Gariwo. “Si è pensato a un Giardino perché capire e difendere la natura, per assicurare una vita migliore per tutti, è un’aspirazione comune a gruppi etnici, religioni, nazionalità e classi di età diversi. Amare la natura è una preghiera a Dio, poiché tutte le religioni riconoscono il proprio Dio come creatore della natura”, ha spiegato padre Abdo Raad su Sir. Il concetto del giardino come luogo d’incontro e dialogo è condiviso da Gariwo, che dal 2003 promuove la realizzazione di Giardini dei Giusti per onorare figure esemplari di resistenza morale coinvolgendo scuole, cittadini, associazioni e istituzioni. Questo impegno collettivo ha portato alla realizzazione di una rete di 114 Giardini in Italia e 12 nel mondo. Tra i Giusti si annoverano Nelson Mandela, Nobel per la pace 1993, Fridtjof Nansen, Nobel per la pace nel 1922, che creò uno speciale passaporto per gli apolidi e le vittime dei genocidi, e Andrej Sacharov, fisico russo, premio Nobel per la pace 1975, che ha denunciato al mondo i pericoli del nucleare e difeso i diritti umani. 


La storia

Il primo Giardino dei Giusti, nato a Gerusalemme nel 1962, è dedicato ai Giusti tra le nazioni. Il promotore è Moshe Bejski, salvato da Oskar Schindler. Il giardino si trova nel museo di Yad Vashem e ricorda i Giusti non ebrei che hanno salvato la vita a ebrei durante la Shoah. Moshe Bejski ha dedicato la propria vita a ricercare nel mondo i Giusti tra le nazioni: può rendere l'idea la portata della sua ricerca se si pensa che tra il 1963 e il 2001 ne sono stati commemorati circa 20.000 di cui 295 italiani. La commemorazione fino agli anni novanta era effettuata piantando alberi in onore dei Giusti tra le nazioni. Oggi, non essendoci più spazio per le piantumazioni, è stato costruito nel giardino il Muro d'Onore su cui ne vengono scolpiti i nomi.

 

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