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CHIESA

Addio al cardinale che ha riformato la giustizia vaticana

E’ morto a 83 anni il porporato statunitense William Joseph Levada, prefetto emerito della congregazione per la dottrina della fede

GIACOMO GALEAZZI
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Il cardinal William Joseph Levada
Il cardinal William Joseph Levada
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uando undici anni fa Benedetto XVI varcò la soglia della Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti, George W. Bush ebbe un soprassalto quando il Pontefice presentò il cardinale californiano alla sua destra: “Il mio successore”. È morto a Roma, nella notte tra il 25 e il 26 settembre, il cardinale William Joseph Levada, prefetto emerito della congregazione per la Dottrina della fede, presidente emerito della pontificia commissione biblica e della commissione teologica internazionale, presidente emerito della pontificia commissione “Ecclesia Dei”. Aveva 83 anni.


La riforma dell’ex Sant’Uffizio

Levada era nato a Long Beach, arcidiocesi di Los Angeles, il 15 giugno 1936. Il 13 maggio 2005 fu nominato da Benedetto XVI al vertice dell’ex Sant’Uffizio, trovandosi così a succedere nell'alto e delicato incarico al cardinale Joseph Ratzinger. E’ per su suo impulso se dal 2005 neanche i cardinali possono evitare di essere indagati dalla congregazione per la Dottrina della fede. Con il nuovo codice pubblicato nel luglio 2010 dal Vaticano furono ampliati, infatti, i poteri dell’ex Sant’Uffizio le cui competenze, grazie all’aggiornamento del documento del 2001 sui “delicta graviora”, sono andate ben oltre la vigilanza della purezza della dottrina della Chiesa cattolica. Da allora l’ex Sant’Uffizio, tra l’altro, può giudicare sull’ “attentata ordinazione delle donne” e sulle fughe di notizie dai confessionali. E, nel caso lo ritenga opportuno, può avviare indagini preliminari su vescovi e porporati che si macchiano di delitti “eccezionalmente gravi”.


Il nuovo codice d’Oltretevere

È proprio l’estensione dei delitti considerati dalla Curia romana più gravi ad aver rafforzato a partire dal 2010 il ruolo della congregazione, i cui poteri erano stati peraltro già estesi nel 2001 dal motu proprio inviato a tutti i vescovi cattolici da Joseph Ratzinger. Nel nuovo “codice” vaticano, il dicastero presieduto dal 2005 dal cardinale statunitense William Levada ebbe un maggiore potere sanzionatorio in più ambiti a partire da quello centrale della pedofilia. Nei reati per abusi sessuali, infatti, la Congregazione ha da allora  la facoltà di procedere per “direttissima”, saltando quindi la fase dei tribunali ecclesiastici e intervenendo con una decisione extra-giudiziale. Oppure, nei casi più gravi, può rivolgersi direttamente al Papa, chiedendo l’immediata riduzione allo stato laicale del sacerdote colpevole. Ma la crisi della pedofilia non fu la sola origine del mutamento di equilibri di potere all’interno della Curia Romana.


La svolta su delitti e sacramenti

L’ex Sant’Uffizio, creato per giudicare sui delitti contro la fede e i sacramenti, opera dal 2010  da tribunale supremo anche su delitti contro la morale per cui prima della “riforma Levada” non era prevista la sua giurisdizione. Tra questi, l’attentata ordinazione sacerdotale femminile, inserita nei delitti più gravi anche se con “un’accezione diversa” alla pedofilia. L’articolo 1 del documento di aggiornamento, riservando al dicastero il diritto di giudicare i cardinali, i patriarchi, i legati della Sede Apostolica, i vescovi diede il segnale che la congregazione per la dottrina della fede poteva fare le investigazioni e poi andare dal Papa e chiedergli mandato per perseguire chi si macchia di un reato. Nei delitti contro la “santità dei sacramenti “assegnati all’ex Sant’uffizio che fu guidato proprio da Benedetto XVI, il Vaticano ha inserito nel 2010 su proposta proprio di Levada anche le “intercettazioni” nei confessionali, ovvero la “registrazione e la divulgazione svolta con malizia delle cose che vengono dette dal confessore o dal penitente nella confessione sacramentale”. Reato in base a cui i giudici d’Oltretevere possono da allora optare anche per “la dimissione o la deposizione” del chierico.


Estensione dei compiti

Si collocano da allora nello spettro dei compiti assegnati al dicastero i delitti di eresia, apostasia e scisma, per cui la congregazione è diventata nove anni fa competente in seconda istanza. Il documento-Levada rappresentò, insomma, un aggiornamento teso, in particolare, a creare procedure più rapire e più efficaci per i casi più gravi, quelli di pedofilia su tutti. Tuttavia, allontanandosi dall’approccio “decentralizzato e pastorale” su cui si orientò il Concilio Vaticano II, certificò nel 2010 il percorso di rafforzamento dell’ ex Santo Uffizio. Sulla figura di monsignor Ladaria, l’attuale prefetto della congregazione per la dottrina della fede, il cardinale Luis Francisco Ladaria Ferrer ha dichiarato a Vatican News. “Io ricordo perfettamente i 4 anni di collaborazione con il cardinale Levada. Sono stati anni felicissimi, ho di lui un grandissimo ricordo. Essere accanto a lui mi ha insegnato tante cose come, ad esempio, la sua discrezione che rappresenta un bel testamento spirituale”.


Una vita al servizio della fede

Dopo l'ordinazione sacerdotale nella Basilica di San Pietro il 20 dicembre 1961, per cinque anni svolge attività parrocchiale a Los Angeles, opera come primo Direttore dell'Educazione permanente per il clero ed insegna teologia presso il St. John's Seminary School of Theology. Nel 1976 viene chiamato al servizio della Santa Sede come Officiale della Congregazione per la Dottrina della Fede. Durante questi anni insegna teologia presso la Pontificia Università Gregoriana. Nel 1982 diventa Direttore Esecutivo della Conferenza Episcopale della California. Il 25 marzo 1983 Giovanni Paolo II lo nomina vescovo ausiliare di Los Angeles. Riceve l'ordinazione episcopale il 12 maggio dello stesso anno. Il primo luglio 1986 è promosso alla sede arcivescovile di Portland, nello Stato dell'Oregon. Nei nove anni di servizio pastorale a Portland, si dedica alle vocazioni sacerdotali e al miglioramento del seminario presso Mount Angel, dove insegna ecclesiologia. Nel 1995 diventa arcivescovo di San Francisco. Dal 1986 al 1993 è l'unico vescovo statunitense nel comitato editoriale della Commissione per il Catechismo della Chiesa Cattolica. È autore del Glossario pubblicato nella seconda edizione in lingua inglese del Catechismo. Nel 1997, partecipa all'Assemblea Speciale per l'America del Sinodo dei Vescovi e in seguito viene nominato membro del consiglio post-sinodale. Nel corso dell'anno 2000 viene nominato vescovo co-presidente del dialogo Anglicani-Cattolici degli Stati Uniti d'America (ARC-USA). Nel mese di novembre di quell'anno è membro della Congregazione per la Dottrina della Fede. Nel 2003 organizza la celebrazione dei 150 anni dell'arcidiocesi di San Francisco e inizia il triennio di presidenza del Comitato della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti sulla Dottrina. Il 25 marzo 1983 Giovanni Paolo II lo nomina vescovo ausiliare di Los Angeles e riceve l'ordinazione episcopale il 12 maggio dello stesso anno. Il 13 maggio 2005 è nominato da Benedetto XVI Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, subentrando all'allora cardinale Joseph Ratzinger. Nel 2006, viene creato cardinale nel Concistoro del 24 marzo 2006. Dal 2 luglio 2012 è Prefetto emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede, Presidente emerito della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei", Presidente emerito della Pontificia Commissione Biblica e della Commissione Teologica Internazionale.

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