“YouPol”, la nuova app della Polizia contro bulli e spacciatori

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:00

Segnalare casi di spaccio di droga, atti di violenza o di bullismo direttamente dal proprio smartphone. E' il servizio che offre la nuova app della Polizia di Stato: “YouPol“, pensata proprio per le giovani generazioni. Gli studenti, dall'interno dell'istituto, potranno interagire con le forze dell'ordine anche in forma anonima tramite i propri telefoni cellurari o tablet

Pensata per i giovani

Presentata in un'isituto della periferia romana alla presenza del ministro dell'Interno, Marco Minniti, e il capo della Polizia, Franco Gabrielli, “YouPol” è già operativa a Roma, Milano e Catania. A partire da febbraio lo diverrà in tutti i capoluoghi di regione e da agosto 2018 in tutte le province italiane. L'applicazione consente di inviare immagini e segnalazioni, che andranno direttamente alle sale operative delle Questure, relative a episodi di bullismo, violenza e spaccio di droga, sia di cui si è stati testimoni sia di cui si è appreso tramite altre vie. Non solo. In caso di necessità, sarà anche possibile effettuare una chiamata di emergenza.

Minniti: “Un app amica”

“Questa è una app amica – afferma il ministro Minniti parlando agli studenti – è la vostra amica a cui potete rivolgervi in caso di difficoltà. Lanciate il segnale, dite che c'è bisogno di un aiuto, fatelo anche in maniera anonima se volete, ma l'unica cosa che non dovete fare è voltarvi dall'altra parte”. Perché, aggiunge il ministro “non c'è una società libera se in quella società prevale la violenza. Noi non abbiamo bisogno di ragazzi eroi, abbiamo bisogno di persone che pensino che facendo questo stiano facendo un qualcosa che fa bene al loro essere cittadini”. Dal canto suo, Franco Gabrielli, ha assicurato che la Polizia non ha alcuna intenzione “di entrare nelle vite dei ragazzi né di diventare una sorta di 'Grande Fratello'. La app non è uno strumento di delazione, non abbiamo bisogno di avere spioni sul territorio”.

Il bullismo in Italia

L'Italia, stando ai dati Istat del 2015, più del 50% dei ragazzi e delle ragazze tra gli 11 e i 17 anni ha subìto episodi di bullismo, mentre il 20% (circa) ne è vittima più volte al mese. Non solo: in un caso su 10 gli abusi si ripetono con cadenza settimanale. Secondo un'indagine realizzata da Doxa per Amnesty International, gli italiani reptano questo fenomeno il caso più eclatante di violazione dei diritti umani

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