Trento e Trieste si schierano per il Crocifisso

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:00

Crocifisso obbligatorio: Trento e Trieste, due città un tempo irredente, sulle barricate. Nella Provincia trentina e nel comune giuliano d'ora in poi le scuole avranno l'obbligo di esporre il simbolo cristiano. Per quanto concerne Trento, l'obbligo è esteso anche al presepe durante il periodo di Natale.

Il Comune di Trieste

A Trieste è stato recentemente approvato in Consiglio comunale il nuovo regolamento delle scuole dell'infanzia, che prevede – tra le altre cose – venga esposto obbligatoriamente il simbolo cristiano negli asili comunali non solo nelle aule, ma anche nelle sale riunioni, nelle biblioteche, persino nelle palestre. Non sono mancate proteste, ma la maggioranza di centro-destra ha fatto quadrato intorno a questo regolamento. “Io credo nella multietnicità e nella multireligiosità – commenta il sindaco Roberto Dipiazza – ma vivo in Italia, che è un Paese cattolico: quando mi toccano il crocifisso, io mi arrabbio”.

Il placet della Diocesi

Secondo mons. Ettore Malnati, vicario episcopale per laicato e cultura della diocesi di Trieste, “il Crocifisso non è solo il simbolo della Chiesa Cattolica ma dell'intera cultura europea occidentale e orientale”, “non offende nessuno, anzi insegna a tutti il perdono e la non violenza”. Esso “ovviamente non deve essere 'brandito' come segno di discriminazione, bensì di accoglienza e di conoscenza delle radici di un popolo nel quale si inseriscono per camminare con altri gruppi di cultura e religioni diverse”. Mons. Malnati rileva che “non è né corretto né giusto” dire che “l'uso di questo 'segno' identitativo-culturale dei popoli d'Europa è un abuso” quando lo si esibisce “nei luoghi educativi della Città”.

La Provincia di Trento

Sulla stessa lunghezza d'onda il governatore della Provincia di Trento, il leghista Maurizio Fugatti, che ha annunciato al Consiglio provinciale che presepe e crocifisso saranno obbligatori in tutte le scuole del Trentino. Fugatti, in vista del Natale ormai alle porte, ha così invitato i dirigente scolastici ad allestire il presepe, “simbolo della nostra millenaria storia cristiana”. Ma c'è dell’altro, visto che il governatore leghista, nel suo discorso in aula, ha parlato anche della “centralità della famiglia formata da un uomo e da una donna” e ha ricordato che “i principi e valori cristiani sono alla base della comunità trentina”.

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