GIOVEDÌ 13 DICEMBRE 2018, 11:00, IN TERRIS

"Posa il cellulare e comunica con chi ti è accanto"

Una pubblicità di Ikea in Spagna invita a riflettere sul senso autentico delle festività natalizie

MIGUEL CUARTERO SAMPERI
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Pubblicità dell'Ikea in Spagna per Natale
Pubblicità dell'Ikea in Spagna per Natale
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areste capace di spegnere il cellulare durante le feste per viverlo in maniera più intensa assieme ai vostri cari e, magari, approfittare per conoscerli meglio? Questa è la sfida lanciata da Ikea in Spagna attraverso uno spot che sta commuovendo la penisola e sul quale vale la pena di riflettere un attimo. Si tratta di uno filmato di tre minuti che mette in scena un concorso a squadre: cinque famiglie prendono posto ognuna di loro ad un tavolo elegantemente bandito a festa per la cena di Natale. Le regole del gioco sono semplici - spiega la voce fuori campo del presentatore – “Se dai la risposta giusta, prosegui la cena, se sbagli, ti alzi da tavola e vai via”.

E così vengono poste ad ogni famiglia delle domande di vario genere. Le prime domande riguardano il mondo dei social network e i più giovani di ogni squadra rispondono correttamente tra gli applausi tesi dei familiari. Dopo qualche domanda di gossip (anche qui la risposta è corretta), il presentatore sorprende tutti iniziando a porre delle domande più personali che riguardano la storia, i gusti e i sogni dei commensali. È in questo momento che cala il gelo sulla competizione: tutti si fanno trovare impreparati su domande apparentemente banali come “dove si sono conosciuti i tuoi genitori”, “che lavoro fa, esattamente, tuo padre”, “quale evento ha segnato la vita della nonna”, “qual è il film preferito di tuo figlio” o “quale sogno rimane da realizzare a tua moglie”... Ad uno ad uno i concorrenti - fino a quel momento vincenti - iniziano a venire eliminati. Uno dopo l’altro abbandonano la cena di Natale lasciando a tavola pochi anziani, i nonni che conservano la memoria storica della famiglia. Alla fine l’imbarazzo e la vergogna lasciano spazio al dispiacere per l’ammessa incapacità di non conoscere affatto i compagni di una vita. Lo spot ha un lieto fine e un messaggio importante: il finale prevede un ritorno a tavola di tutti i componenti, ormai liberi dalle regole del gioco e consapevoli dell’importanza di relazionarsi faccia a faccia coi propri cari. Tutti i cellulari vengono buttati in una scatola per godersi la vera cena di Natale. La morale è semplice quanto le regole del gioco: ti sei mai chiesto quanto conosci della vita dei tuoi figli, genitori e di tuo marito/moglie? In effetti nonostante siamo sempre iper-informati su quello che succede nel mondo, sulla vita privata di molti personaggi dello spettacolo e della politica, grazie a internet e - in particolare - ai social network, molto spesso ignoriamo quali siano le gioie e i dolori chi ci sta attorno nella quotidianità, i nostri cari e persino chi abita sotto il nostro stesso tetto. Questo è il messaggio lanciato da Ikea: approfittare del Natale, festa proverbialmente "familiare", per spegnere i cellulari e guardarsi in faccia coi propri genitori, fratelli e figli. È affinché non si tratti dell’ennesimo buon consiglio a scopi pubblicitari (stiamo pur parlando di una réclame per la promozione di una azienda ma proprio per questo preme l’esigenza di apparire credibili), Ikea vuole dare l’esempio annunciando che interromperà la sua attività sui social dal 24 dicembre al 1 gennaio.

Se è vero che nella nostra società postmoderna il vero significato del Natale, ossia l’incarnazione di Dio nella nascita di Gesù bambino, è stato volutamente dimenticato, cancellato e nascosto, resta il fatto che le festività natalizie sono l’occasione per veicolare dei messaggi positivi per gli uomini e le donne di oggi. Al di là dei generici buoni sentimenti e degli auguri di pace e serenità, troppo spesso privi di un significato concreto e tangibile, l’idea di tornare ad accorgersi di chi ci sta accanto non può che essere un buon motivo per fermarci a riflettere sulla nostra vita e sul suo significato più autentico. Rispetto agli altri periodi dell’anno, a Natale troviamo un terreno più fertile per veicolare messaggi di solidarietà e di carità verso i poveri, gli anziani, i malati ricoverati negli ospedali o i detenuti nelle carceri, ma anche verso i nostri familiari coi quali spesso continuiamo ad avere rapporti superficiali se non conflittuali. L’idea stessa dello scambio dei regali, di donare qualcosa agli altri, del ritrovarsi per mangiare e festeggiare assieme ci obbliga a confrontarci con l’altro, ad uscire da noi stessi ricordando che non siamo soli al mondo, a ripensare la gratuità, il dono di sé, e dunque la generosità e la solidarietà.

È vero che troppo spesso ci si dimentica che la fonte, la radice di tutto questo movimento, vero protagonista del Natale: un Dio che si dona gratuitamente a noi nella vulnerabilità di un neonato; è vero che molti “nuovi Erode” farebbero a meno di questo bambino e che lo si vede addirittura come un impedimento al dialogo piuttosto che come "Principe della pace" (basta vedere le annuali e annose polemiche sul presepe nei luoghi pubblici diventate ormai una triste tradizione natalizia). Ma oltre che ricordarlo ed annunciarlo, in modo particolare in questi giorni di luce, teniamo per buono questo annuncio di Ikea che ci invita ad entrare nella nostra realtà quotidiana, ad uscire per un attimo da quel mondo virtuale che ci impedisce di conoscere tante cose su chi ci sta attorno e mangia assieme a noi ogni giorno, allo stesso tavolo e - perché no - a comprare una scatola da mettere a centro tavola durante la cena di Natale per rinchiudervi dentro i nostri telefonini (magari una Tjena a solo un euro e novantacinque, coperchio incluso!).

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