Non passa il matrimonio gay

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:00

Non c'è l'arcobaleno sui cieli di Taiwan e Hong Kong. O meglio, non sventola la bandiera arcobaleno. Lo Stato non riconosciuto dalla Cina e la regione amministrativa speciale cinese si sono entrambi pronunciati contro il matrimonio omosessuale.

Referendum in Taiwan

In Taiwan, dopo lunghi mesi di dibattito, la parola è stata data ai cittadini. Un atteso referendum ha sancito la contrarietà dei cattidini alle nozze gay. In 7milioni e 200mila hanno votato per mantenere l’attuale definizione matrimoniale tra un uomo e una donna“, rispetto ai 2.700.000 dichiaratisi favorevoli al cambiamento della dicitura in “persone”. I cittadini di Taiwan, inoltre, hanno votato anche sul tema dell'eguaglianza di genere nelle scuole: ebbene, anche qui l'agenda lgbt è stata bocciata, con 6milioni e 700mila contrari e 3milioni e quasi 300mila favorevoli). L'Associazione ProVita Onuls riporta il commento di Jennifer Lu, portavoce della Coalizione per l’uguaglianza davanti al matrimonio, che ha pubblicamente tuonato contro quelli che a suo dire sarebbero “referendum assurdi“. Strana idea di democrazia: quando il voto non va nella direzione auspicata, diventa assurdo. Del resto l'opinione dei cittadini potrebbe non contare: il portavoce del Governo, Kolas Yotaka, ha assicurato che entro tre mesi verrà proposta una nuova legge sulle nozze gay.

Ad Hong Kong il Parlamento respinge le nozze gay

Anche a 715 chilometri di distanza, ad Hong Kong, il matrimonio omosessuale è stato respinto, ma dal Parlamento. Con 27 voti contrari e 24 astenuti è stata bocciata una mozione che esortava il Governo ad equiparare giuridicamente l’istituzione del matrimonio con le unioni omosessuali. Il testo era stato presentato dal deputato omosessuale Raymond Chan, che – come riporta Uccr – ha chiesto di “studiare la formulazione di politiche in modo che le coppie omosessuali possano formare un’unione così da godere degli stessi diritti delle coppie eterosessuali”. Ad Hong Kong, l’omosessualità è stata depenalizzata dal 1991, ma il matrimonio resterà ciò per cui è stato previsto nella sua originaria istituzione: l’unione naturale tra l’uomo e la donna.

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