Terrore a Vienna, sparatoria davanti alla sinagoga – Il video degli spari

La Polizia austriaca riferisce di tre morti e diversi feriti. Un attentatore sarebbe in fuga, un altro ucciso: massiccia operazione in corso

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:29

Un attacco coordinato, in almeno sei punti della città. Una notte di terrore a Vienna, capitale dell’Austria, piombato nell’incubo a pochi giorni dalla strage di Nizza e a qualche ora dal massacro all’Università di Kabul. Notizie confuse inizialmente, di spari davanti a una sinagoga ma senza alcuna certezza che l’obiettivo fosse la comunità ebraica. Ipotesi tuttora non esclusa. Poi il bilancio delle vittime: al momento sarebbero 3, incluso l’attentatore che, secondo le autorità austriache, avrebbe fatto parte di un commando composto da “molti sospetti armati di fucile”. Il terrorista è stato ucciso dalle Forze speciali, che hanno coordinato una massiccia operazione nella zona della Seitenstettengasse.

Attacchi multipli

La comunità ebraica ha immediatamente diffuso un comunicato, invitando i cittadini ebraici a non lasciare le proprie abitazioni. Anche il ministro degli Interni, Karl Nehammer, ha invitato la popolazione a restare in casa anche se gli inquirenti non hanno confermato che l’obiettivo dell’attacco fosse realmente la sinagoga. I media hanno intanto riferito anche di un’esplosione, mentre alcuni testimoni avrebbero raccontato di altre sparatorie avvenute nella stessa zona, a conferma di un’offensiva coordinata che, in qualche modo, ha ricordato quanto accadde a Parigi, nella serata del massacro al Bataclan.

Il ministro: “E’ terrorismo”

Lo stesso Nehammer ha fatto sapere che quello avvenuto a Vienna è “un attacco terroristico”. Disposta la sospensione delle fermate dei trasporti pubblici nel primo distretto, mentre i magazzini Grengross, nel centrale quartiere Mariahilf, sono stati circondati dalle Forze dell’ordine. Secondo alcuni testimoni, sarebbero stati presi degli ostaggi in un ristorante. Voci che, riferisce l’agenzia Apa, non hanno ancora trovato conferme, nemmeno da parte del ministro dell’Interno.

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