Vertice in Svizzera: “Riaffermata integrità territoriale dell’Ucraina”

Il summit di Zurigo chiarisce, ancora una volta, la posizione della maggior parte dei leader internazionali nei confronti della Russia

Ucraina
Foto di Vika Strawberrika su Unsplash

I partecipanti del vertice di pace in Svizzera hanno riaffermato l’integrità territoriale dell’Ucraina. Un parere inserito nelle conclusioni finali e che, di fatto, rende ulteriormente chiara la posizione dei leader internazionali rispetto alle rivendicazioni russe. Nell’ambito del summit, il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, ha parlato di importanti passi in avanti per ottenere la pace nel Paese.

Vertice in Svizzera, la posizione sull’Ucraina

Il comunicato finale approvato al vertice di pace per l’Ucraina a Lucerna in Svizzera “riafferma l’integrità territoriale” dell’Ucraina, sottolinea che “il dialogo tra tutte le parti è necessario per porre fine” al conflitto e sollecita il completo scambio di prigionieri di guerra e il ritorno dei bambini deportati dalla Russia. Nel testo si denuncia anche “la militarizzazione della sicurezza alimentare”.

Tema nucleare

“Qualsiasi utilizzo dell’energia nucleare e degli impianti nucleari deve essere sicuro, protetto, tutelato e rispettoso dell’ambiente. Le centrali e gli impianti nucleari ucraini, inclusa la centrale nucleare di Zaporizhzhia, devono funzionare in modo sicuro e protetto sotto il pieno controllo sovrano dell’Ucraina e in linea con i principi dell’AIEA e sotto la sua supervisione”, si legge nel comunicato. “Qualsiasi minaccia o uso di armi nucleari nel contesto della guerra in corso contro l’Ucraina è inammissibile”, recita il documento.

I non firmatari

Il comunicato è stato firmato da 80 Paesi, su 92 presenti a vari gradi di rappresentazione. I Paesi che non compaiono sulla lista sono: Armenia, Brasile (osservatore), Colombia, Vaticano (osservatore), India, Indonesia, Libia, Messico, Arabia Saudita, Sud Africa, Thailandia ed Emirati Arabi Uniti. Nella lista dei firmatari compaiono la Commissione Europea, il Parlamento Europeo e il Consiglio d’Europa ma non altre organizzazioni internazionali.

Kuleba: “Fatti enormi passi avanti”

“Due settimane fa si scriveva che l’Arabia Saudita aveva declinato l’invito al summit e noi sapevamo che non era vero. Il fatto che sia qui dimostra che è impegnata nel processo di pace: Riad è nella partita”. Lo ha detto il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba rispondendo a una domanda sulle dichiarazioni di alcuni Paesi del Sud Globale. Riad aveva parlato della necessità di “compromessi difficili”. “Noi rispettiamo le posizioni degli altri Paesi. La nostra posizione è chiara: i principi fondamentali del diritto internazionale e della carta dell’Onu devono essere al centro del processo di pace, sul resto possiamo parlare”.

“I Paesi che non sono venuti al vertice vedono quello che sta accadendo: l’Ucraina sta costruendo consenso intorno alla formula di pace e questo ci permette di compiere enormi passi avanti verso una pace giusta, non a tutti i costi”, ha aggiunto Kuleba, sottolineando che “il prossimo summit dovrebbe portare alla fine della guerra e abbiamo bisogno che l’altra parte sia al tavolo: il nostro compito è portare l’Ucraina a quel tavolo il più forte possibile”.

Zelensky: “Prossimo vertice prenda mesi, non anni”

Da parte sua, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ha detto al termine del summit che “siamo in guerra, non abbiamo tempo, il lavoro per il prossimo vertice deve prendere mesi, non anni”, precisando di aver già proposto la creazione di “gruppi di lavoro”.

“Quando saremo pronti, ci sarà un nuovo vertice e alcuni Paesi si sono già offerti di ospitarlo”. Questi gruppi di lavoro, secondo Zelensky, potrebbero essere ospitati da diversi Paesi disponibili ad accogliere le delegazioni, che saranno a vari livelli, sia di “consiglieri” – come nelle prime fasi del processo che ha portato al vertice di Lucerna – sia di “ministri”. Si lavorerà su “temi specifici”. “È importante che tutti i partecipanti hanno sostenuto l’integrità territoriale dell’Ucraina, altrimenti non ci sarà pace”.

Fonte: Ansa