Vaiolo delle scimmie, arriva la circolare del Ministero della Salute

Il documento ministeriale fornisce le indicazioni per la gestione dei casi e le possibilità di trasmissione della malattia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:59

Antivirali specifici contro il vaiolo delle scimmie da destinare a chi ha sintomi gravi nell’ambito di protocolli sperimentali e vaccinazione post-esposizione per i contatti a rischio più elevato. Lo prevede la nuova circolare del Ministero della Salute Casi di vaiolo delle scimmie. Aggiornamento sulla situazione epidemiologica e indicazioni per la segnalazione, il tracciamento dei contatti e la gestione dei casi. L’adozione di contromisure di tipo medico-farmacologico contro il vaiolo delle scimmie, si legge, “inclusi specifici antivirali, può essere presa in considerazione nell’ambito di protocolli di uso sperimentale o compassionevole, in particolare per coloro che presentano sintomi gravi o che possono essere a rischio di scarsi risultati, come le persone immunodepresse”. La vaccinazione post-esposizione, “idealmente entro quattro giorni dall’esposizione, può essere presa in considerazione – indica la circolare – per contatti a rischio più elevato come gli operatori sanitari, compreso il personale di laboratorio, previa attenta valutazione dei rischi e dei benefici”. In specifici contesti ambientali ed epidemiologici, sulla base delle valutazioni delle autorità sanitarie, potrebbe essere richiesta l’applicazione di misure quarantenarie“, indica la circolare.

Contatti

I contatti asintomatici “non devono donare sangue, cellule, tessuti, organi, latte materno” “mentre sono sotto sorveglianza”, indica la circolare ministeriale. La circolare specifica che i contatti “devono essere monitorati almeno quotidianamente per l’insorgenza di segni/sintomi per un periodo di 21 giorni dall’ultimo contatto con un paziente o con i suoi materiali contaminati durante il periodo infettivo. I sintomi includono mal di testa, febbre, brividi, mal di gola, malessere, astenia, eruzione cutanea e linfoadenopatia“.

Trasmissione inter-umana

Data la possibile trasmissione inter-umana del vaiolo delle scimmie (Mpx) “anche in assenza di viaggi in zone endemiche, si considera che la probabilità di un’ulteriore diffusione del virus attraverso un contatto stretto, ad esempio durante le attività sessuali, è considerata alta. La probabilità di trasmissione tra individui senza contatto stretto è considerata bassa”.

Uomo-animale

“Attualmente, si conosce poco sull’idoneità delle specie animali europee peri-domestiche (mammiferi) a fungere da ospite per il virus del vaiolo delle scimmie. Tuttavia, si sospetta che i roditori, e in particolare le specie della famiglia degli Sciuridae (scoiattoli), siano ospiti idonei, più dell’uomo, e la trasmissione dall’uomo agli animali (da compagnia) è quindi teoricamente possibile”, evidenzia la circolare ministeriale. “Un tale evento di spill-over – si sottolinea – potrebbe in ultima analisi portare il virus a stabilirsi nella fauna selvatica europea e la malattia a diventare una zoonosi endemica“.

Casi

Al 23 maggio 2022, erano stati segnalati 68 casi confermati di vaiolo delle scimmie in otto Stati membri dell’UE/Spazio economico europeo e almeno altri 42 casi sospetti sono in fase di indagine, mentre non si sono verificati decessi nei recenti casi di infezione, evidenzia ancora la circolare del ministero. Sono stati segnalati casi anche al di fuori dell’Europa: il 18 maggio 2022, il Canada ha segnalato due casi confermati e 20 sospetti, tutti uomini e sottoposti a test di laboratorio; un caso confermato a Boston, negli Stati Uniti, in un uomo adulto con una recente storia di viaggio in Canada e un caso probabile a New York. Il 19 maggio 2022, l’Australia ha segnalato due casi confermati. Il 20 maggio 2022, Israele ha segnalato un caso confermato e altri casi sospetti. Il 22 maggio la Svizzera ha segnalato un caso confermato con storia di viaggio in Europa.

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