Vaccini, si accelera sulle terze dosi: “Sarà un Natale libero”

L'Italia pronta allo sprint sui richiami in vista del Natale. Monitoraggio costante sui contagi, Speranza: "Manteniamo le regole"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:22
Natale Covid Sileri

Poco più di un mese e sarà già tempo di festività. “Un Natale libero”, secondo il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri. Intervenuto a Domenica in, ha ribadito la buona progressione della campagna vaccinale, che ha raggiunto “una protezione di comunità” pur senza disporre l’obbligatorietà. Come riferito dal ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, attualmente circa l’86% degli italiani ha ricevuto perlomeno la prima dose. Una percentuale superiore a quella di altri Paesi europei che, per questo, “ora stanno introducendo misure drastiche”. Resta la vigilanza per quanto riguarda il venturo Natale. Trascorrerlo secondo tradizione, passerà probabilmente dallo sprint sulle terze dosi: “Se la comunità scientifica mi dice che dobbiamo farci la terza dose, noi lo facciamo, siamo pronti“.

Vaccini e contagi: verso il Natale

A fronte della consueta diminuzione dei tamponi durante la domenica (445.593 i tamponi molecolari e antigenici rispetto ai 540.371 di sabato), sono risultati positivi al Covid altre 7.569 persone (8.544 nelle 24 ore precedenti). Trentasei, invece, le vittime. Numeri che tengono ancora alta l’attenzione del Governo, specie in direzione del Natale. Anche nell’ambito scientifico resta aperto il dibattito. Alcuni Paesi europei hanno disposto misure rafforzate (in Austria è stato introdotto il lockdown per i non vaccinati), mentre in Italia si posticipa il discorso perlomeno a inizio dicembre. L’esecutivo non sembra prendere in considerazione, per il momento, l’ipotesi di obbligatorietà dei vaccini e dell’ottenimento del Green Pass esclusivamente tramite la somministrazione, come ipotizzato dall’immunologo Guido Rasi, consulente del commissario Figliuolo.

Speranza: “Accelerare coi richiami”

Il monitoraggio resta costante, anche se la situazione appare sotto controllo, specie perché le terapie intensive risultano lontane dalle soglie di allarme. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha spiegato a Che tempo che fa come sia necessario comunque alzare il livello di attenzione. “L’86,75% degli italiani è vaccinata con la prima dose e l’84,12% con ciclo completo. La vera differenza la fanno le vaccinazioni. Manteniamo le regole esistenti, soprattutto quelle sui viaggi internazionali, ma dobbiamo monitorare con attenzione il quadro epidemiologico”. Il ministro ha spiegato che, al momento, “la scelta dell’Italia in questo momento è quella di accelerare sui richiami al vaccino anti Covid-19”. Senza dimenticare però chi fa scelte diverse: “Senza dubbio chi non si vaccina non aiuta se stesso, né gli altri né il Paese, ma chi non si vaccina e si ammala va curato… La sanità italiana è universale e in Italia chi sta male viene curato e per me questo è un principio non negoziabile”.

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