Unhcr: in fuga 79,5 milioni di persone, il 40% dei quali minori

L'Unhcr non aveva mai registrato un dato tanto elevato di persone vittime di esodi forzati

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:39
Rifugiati

Le persone in fuga da conflitti, persecuzioni o violenze sono più dell’1 per cento della popolazione mondiale – 1 persona su 97 – mentre continua a diminuire inesorabilmente il numero di coloro che riescono a fare ritorno a casa. Lo denuncia l’agenzia Onu per i rifugiati Unhcr nel suo rapporto annuale Global Trends pubblicato oggi. Alla fine del 2019 risultavano essere in fuga 79,5 milioni di persone, il 40% dei quali minori (30-34 milioni). Il numero di persone in fuga è quasi raddoppiato dal 2010 alla fine del 2019 (da 41 milioni a 79,5 milioni). L’Unhcr non aveva mai registrato un dato tanto elevato di persone vittime di esodi forzati. Il documento, inoltre, rileva come per i rifugiati sia divenuto sempre più difficoltoso porre fine in tempi rapidi alla propria condizione. Negli anni Novanta, una media di 1,5 milioni di rifugiati riusciva a fare ritorno a casa ogni anno, mentre negli ultimi dieci anni la media è crollata a circa 385.000.

Siria

Global Trends mostra che dei 79,5 milioni di persone che risultavano essere in fuga alla fine dell’anno scorso, 45,7 milioni erano sfollati all’interno dei propri Paesi. La cifra restante è composta da persone fuggite oltre confine, 4,2 milioni delle quali in attesa dell’esito della domanda di asilo, e 29,6 milioni tra rifugiati (26 milioni) e altre persone costrette alla fuga fuori dai propri Paesi. L’incremento annuale rispetto ai 70,8 milioni di persone in fuga registrati alla fine del 2018 rappresenta il risultato di due fattori principali. Il primo riguarda le nuove crisi verificatesi nel 2019, in particolare nella Repubblica Democratica del Congo, nella regione del Sahel, in Yemen e in Siria, quest’ultima responsabile dell’esodo di 13,2 milioni di persone, più di un sesto del totale mondiale. Il secondo è relativo a una migliore mappatura della situazione dei venezuelani che si trovano fuori dal proprio Paese, molti non legalmente registrati come rifugiati o richiedenti asilo. LA situazione del Venezuela è precipitata da diversi anni, come racconta a In Terris un italo-venezuelano, il dott. Leombruni, impegnato con Ali onlus a far arrivare farmaci e medicine al popolo venezuelano.

Minori in fuga

L’Unhcr sottolinea che il numero di minori in fuga (30-34 milioni, decine di migliaia dei quali non accompagnati) è più elevato di quello dell’intera popolazione di Australia, Danimarca e Mongolia messe insieme. La percentuale di persone in fuga di età pari o superiore ai 60 anni (4 per cento) è al contrario estremamente inferiore a quella della popolazione mondiale (12 per cento).

Paesi di partenza e di arrivo

L’80 per cento delle persone in fuga nel mondo si trova in Paesi o territori afflitti da insicurezza alimentare e malnutrizione grave – molti dei quali soggetti al rischio di cambiamenti climatici e catastrofi naturali. Oltre i tre quarti dei rifugiati di tutto il mondo (77 per cento) provengono da scenari di crisi a lungo termine. Oltre otto rifugiati su 10 (85 per cento) vivono in Paesi in via di sviluppo, generalmente in un Paese confinante con quello da cui sono fuggiti. Due terzi delle persone in fuga all’estero provengono da cinque Paesi: Siria, Venezuela, Afghanistan, Sud Sudan e Myanmar.

L’appello

L’Unhcr rivolge oggi un appello ai Paesi di tutto il mondo affinché si impegnino ulteriormente per dare protezione a milioni di rifugiati e altre persone in fuga. “Siamo testimoni di una realtà nuova che ci dimostra come gli esodi forzati, oggi, non soltanto siano largamente più diffusi, ma, inoltre, non costituiscano più un fenomeno temporaneo e a breve termine”, ha dichiarato l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Filippo Grandi, ripreso da Ansa. “È necessario adottare sia un atteggiamento profondamente nuovo e aperto nei confronti di tutti coloro che fuggono, sia un impulso molto più determinato volto a risolvere conflitti che proseguono per anni e che sono alla radice di immense sofferenze“.

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