Troppi morti nelle case di riposo: dal 1° febbraio 3859 decessi

Rezza, direttore del dipartimento malattie infettive dell’Iss: "Sottostimati i numeri dei decessi: in alcuni casi non viene fatto il tampone"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:07
Il prof. Gianni Rezza, dell'Istituto superiore di Sanità

Continuando ad aumentare i decessi all’interno delle case di riposo (Rsa) a causa della pandemia di covd-19. In totale, si legge nella survey dell’Iss, 3859 residenti sono deceduti dal 1° febbraio alla data della compilazione del questionario (26 marzo-6 aprile). La percentuale maggiore di decessi è stata registrata in Lombardia (47.2%) e in Veneto (19.7%). Il tasso di mortalità, calcolato come numero di deceduti sul totale dei residenti è complessivamente pari all’8.4%. I dati sul numero totale di decessi si riferiscono a 576 strutture in tutto il territorio nazionale.

Rezza: “Decessi sottostimati”

Sulla questione delle Rsa si è soffermato anche Giovanni Rezza, direttore del dipartimento malattie infettive dell’Iss: “Noi vediamo molti focolai nelle Rsa”, sottolinea, “e abbiamo una sottostima dei numeri dei decessi, è inutile negarlo: questo deriva dal fatto che in alcuni casi non viene fatto il tampone”. Secondo Rezza, “è chiaro che siccome ci sono molti casi di operatori sanitari, sono scoppiati dei focolai nelle Rsa. In questo momento va posta molta attenzione a questi luoghi, vanno fatti degli interventi di urgenza, bisogna arginare questo fenomeno”.

Soleto

A Soleto, in provincia di Lecce, all’interno della Casa di Riposo La Fontanella hanno perso la vita a causa del coronavirus altri due anziani. Si tratta di una 95enne di Castrignano e di un 80enne di Galatina ricoverati, la prima al Dea, il secondo nel reparto di malattie infettive del Vito Fazzi di Lecce. I decessi totali sono così saliti a 12. Attualmente gli anziani presenti nella struttura sono 20, tutti positivi al Covid 19.

Padova

La procura di Padova ha aperto un fascicolo, senza indagati, su due decessi avvenuti nella casa di riposo gestita dall‘istituto Configliachi di Padova. Gli anziani al centro della denuncia sono morti la settimana scorsa e le due famiglie denunciano opacità e poca chiarezza da parte della direzione degli istituti. Lo riporta Ansa. Proprio ieri sono stati fatti i tamponi al Configliachi, sia nella struttura di via Chiesanuova che all’istituto Breda di Ponte di Brenta, entrambi sotto la medesima direzione, e sono stati trovati quattro positivi, un operatore e tre ospiti, immediatamente isolati.

Spi-Cgil: auspichiamo attenzione case riposo

Il sindacato dei pensionati della Cgil auspica che nel decreto Cura Italia in approvazione in queste ore al Senato “ci sia la massima attenzione al problema delle case di riposo, dove si sono registrati migliaia di contagi sia tra gli operatori che tra gli anziani ospiti”. Lo afferma il segretario generale dello Spi-Cgil Ivan Pedretti. “È del tutto evidente – continua Pedretti – che all’esplosione dell’emergenza in molte realtà non si sono prese le dovute precauzioni. A questi errori non è possibile porre rimedio e verrà il tempo per accertarne le responsabilità. Ora però bisogna fare tutto il necessario perché non si ripetano più e perché queste strutture siano messe in sicurezza in tutto il territorio nazionale”.

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