Mottarone, la decisione del Gip: Tadini ai domiciliari, liberi gli altri due

Il Gip dispone la scarcerazione del gestore dell'impianto del Mottarone e del direttore di esercizio: "Nessun indizio"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:09
Funivia Mottarone

Il Gip di Verbania rivede le prime misure cautelari emesse per la tragedia del Mottarone, costata la vita a 14 persone. Disposta la misura degli arresti domiciliari per il caposervizio della funivia, Gabriele Tadini, mentre tornano in libertà Luigi Nerini ed Enrico Perocchio, rispettivamente il gestore dell’impianto e il direttore di esercizio. Secondo quanto scritto dal Giudice delle indagini preliminari, Donatella Banci Buonamici, non sussistono indizi a carico degli ultimi due, a eccezione di “mere, anche suggestive supposizioni”. Non abbastanza, quindi, per mantenere il fermo. Anche alla luce degli interrogatori svolti ieri, i quali hanno contribuito a rendere ancora più “scarno il quadro indiziario“.

Mottarone, le parole del Gip

Secondo quanto scritto dal Gip nella sua ordinanza, il caposervizio Tadini sarebbe stato consapevole che “il suo gesto scellerato aveva provocato la morte di 14 persone” e per questo avrebbe condiviso “questo immane peso, anche economico” con le “uniche due persone che avrebbero avuto la possibilità di sostenere un risarcimento danni”. Il disastro della funivia del Mottarone, venuta giù a seguito della rottura di un cavo di sostegno e senza la disponibilità dei freni di emergenza, ha provocato la morte di 14 delle 15 persone a bordo. Il caposervizio avrebbe ammesso di aver disposto il ceppo blocca freno, e di averlo fatto anche in altre occasioni. L’uomo avrebbe comunque spiegato che le anomalie non fossero collegabili alla fune. Le sue parole sono state citate in parte dall’avvocato Marcello Perillo: “Non sono un delinquente. Non avrei mai fatto salire persone se avessi pensato che la fune si spezzasse”.

Le condizioni di Eitan

Nel frattempo, prosegue il difficile percorso di ripresa di Eitan, il bimbo di origine israeliana unico sopravvissuto al disastro. Il piccolo poggia sulla vicinanza perenne di sua zia, che lo assiste da quando è stato trasferito all’Ospedale infantile Regina Margherita di Torino. Eitan avrebbe tuttavia già chiesto dei genitori. I medici precisano che il bambino è sveglio e che le sue condizioni sono stabili. La prognosi tuttavia resta riservata: “Il torace è ancora contuso e la situazione addominale non permette ancora di rialimentarlo. Per questa ragione il bimbo rimane in Rianimazione ancora qualche giorno”.

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