Torino, Gdf sequestra 50mila abiti falsi da Tunisia: frode da 2 milioni

M.G., un pregiudicato, dovrà rispondere all’autorità giudiziaria di contraffazione di marchi e frode in commercio, rischia sino a 4 anni di carcere

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:45

La Guardia di Finanza ha inferto un duro colpo al mondo della contraffazione di marchi di abbigliamento. Le Fiamme Gialle di Torino hanno denunciato un imprenditore italiano e sequestrato oltre 50.000 tra accessori e capi di abbigliamento con il marchio contraffatto dopo aver notato alcune importazioni anomale provenienti dalla Tunisia, “nuova frontiera della contraffazione”. Le indagini sono state condotte dai finanzieri del Gruppo Pronti Impiego Torino e coordinate dai magistrati Vincenzo Pacileo e Alessandro Aghemo della Procura della Repubblica del capoluogo piemontese.

Pregiudicato

I militari hanno avviato le indagini che in breve tempo li ha portati ad individuare una fabbrica, vera e propria base logistica del falso, a Monastir – città che si trova sull’estremità meridionale del Golfo di Hammamet a circa 160 km a sud di Tunisi – dove venivano prodotti illecitamente migliaia di scarpe, borse, maglie, jeans. A capo dello stabilimento un italiano sessantenne, originario di Migliarino nel ferrarese, M.G. le sue iniziali, pregiudicato e già noto alla guardia di finanza per analoghe vicende.

Due milioni di euro

I finanzieri – scrive LaPress – hanno scoperto come l’uomo importava illecitamente in Italia ingenti quantitativi di jeans e t-shirt falsi. Una volta in Italia la merce veniva nascosta all’interno di alcuni depositi di Pesaro, dove un suo incaricato compiacente provvedeva alla vendita per il tramite di alcuni broker per ora sconosciuti. Un giro d’affari, quello scoperto dagli inquirenti, per oltre 2 milione di euro. Ora M.G. dovrà rispondere all’autorità giudiziaria di contraffazione di marchi e frode in commercio, rischia sino a 4 anni di carcere. Duplice, questa volta, la finalità dell’operazione della guardia di finanza di Torino che, oltre ad arginare un fenomeno distorsivo del mercato, vedrà la merce sequestrata devoluta ad enti caritatevoli per la successiva consegna a persona bisognose.

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