E’ morto Stefano D’Orazio, storico batterista dei Pooh

Componente del gruppo per quasi quarant'anni, fu anche autore e flauto traverso. Aveva 72 anni

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Ancora un lutto nel mondo della cultura, che stavolta sconvolge d’improvviso la musica italiana. E’ morto Stefano D’Orazio, storico batterista dei Pooh e fra i più importanti autori della musica leggera. A darne l’annuncio, via Twitter, l’amico Bobo Craxi. Immediato il messaggio di cordoglio dei suoi compagni di viaggio, che così a lungo hanno composto assieme a lui uno dei gruppi di maggior successo nella storia del nostro Paese: “Era ricoverato da una settimana e per rispetto non ne avevamo mai parlato – ha scritto sui social la sua band -. Oggi pomeriggio, dopo giorni di paura, sembrava che la situazione stesse migliorando… poi, stasera, la terribile notizia”.

Batterista dei Pooh. E anche voce

“Un fratello”, lo definisce la voce dei Pooh. Che poi erano tutte voci, proprio grazie a un’iniziativa di Stefano, che nel gruppo entrò nel 1971, quando Valerio Negrini passò da musicista ad autore. Batterista, ma anche scrittore di testi, amministratore e, in questo caso, suggeritore. Fu il 1981, anno di Buona fortuna/Lascia che sia, che Stefano ebbe l’idea di far cantare ai Pooh almeno una canzone a voci alternate nel disco. Un’idea che si sarebbe rivelata vincente, producendo successi straordinari. “Abbiamo perso un un compagno di vita – ha scritto ancora il gruppo -. Il testimone di tanti momenti importanti”. . Un messaggio congiunto, firmato dai suoi amici di sempre, che a ritmo di musica ne hanno accompagnato la carriera e anche la vita, non solo artistica. Parole di amicizia e rispetto, nei confronti di “una persona per bene, onesta prima di tutto con se stessa. Preghiamo per lui”. Firmato Roby, Dodi, Red e Riccardo.

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