Bali, la tragedia del sottomarino: tutti morti i 53 a bordo

Ritrovato il relitto del KRI Nanggala 402: nulla da fare per i marinai a bordo. Un disastro di cui si cercherà di definire le cause

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:43
Sottomarino Indonesia

Come accadde ai 44 marinai del San Juan, nel 2017. O ai 107 uomini del K-141 Kursk, nel lontano 2000. La tragedia che tutti temevamo si è materializzata già nella giornata di ieri, quando le 72 ore di ossigeno previste per i 53 membri dell’equipaggio del sottomarino KRI Nanggala 402 si sono esaurite. Il natante era stato ufficialmente dichiarato naufragato, dopo essere scomparso dai radar al largo di Bali, in Indonesia, mercoledì scorso. Nessun segnale dal sommergibile, solo una chiazza di carburante affiorata in superficie, unico indizio circa il possibile luogo della scomparsa. Stamattina, il relitto è stato rintracciato.

Il dramma del sottomarino

Fin dall’inizio si erano nutrite poche speranze. Troppo drammatici i precedenti per poter sperare in un esito diverso, anche per la posizione stimata del sottomarino, probabilmente arenatosi sui fondali oceanici a centinaia di metri di profondità. In mattinata, il capo delle Forze armate di Jakarta, Hadi Tjahjanto, ha confermato i sospetti peggiori: “Il sottomarino è affondato e tutti i 53 marinai a bordo sono morti in servizio”. Un naufragio, dovuto a cause che andranno accertate nelle prossime ore, anche a seconda dell’esito dei tentativi di recupero del relitto. Per il momento, le autorità indonesiane fanno sapere che i detriti ritrovati fin qui “non sarebbero potuti uscire dal sottomarino senza pressione esterna o senza danni al suo sistema di lanciasiluri”.

Le ipotesi sul disastro

Tutti tasselli di una tragedia dovuta forse a un danneggiamento in immersione durante un’esercitazione militare. Ancora non sono state tuttavia formulate ipotesi ufficiali sull’accaduto. La sensazione è che il disastro possa essere dovuto alla rottura di un serbatoio. Nei giorni scorsi, infatti, era stata individuata una mare nera, corrispondente a quella che potrebbe generarsi da un danno del genere. L’inabissamento a livelli troppo bassi potrebbe aver fatto il resto: il sottomarino è infatti adatto a resistere a un massimo di 400 metri. Una pressione maggiore potrebbe distruggerlo. La speranza è che il relitto possa essere recuperato. Quel che per il San Juan si è rivelato impossibile.

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