Seul: “Kim Jong-un pronto al sesto test nucleare”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:13

I venti di guerra non cessano di spirare sulla penisola coreana. Secondo Seul sarebbe imminente il sesto test nucleare da parte del regime di Kim Jong-un. Nel corso di un’audizione parlamentare il vice ministro sudcoreano della Difesa, Suh Choo-suk, ci sarebbe “la possibilità di ulteriori provocazioni strategiche, comprensive sia di nuovi missili balistici sia del sesto test nucleare”.

Prova muscolare

Il vice ministro ha illustrato i risultati di un’analisi condotta dai militari sudcoreani sul lancio di martedì scorso. Secondo lo studio, il missile balistico che ha sorvolato il Giappone finendo poi nel Pacifico sarebbe stato lanciato a metà della sua gittata potenziale. Il vettore Hwasong-12 a medio raggio è partito con un angolo definito “normale” e, malgrado la potenza ridotta, ha seguito la traiettoria di circa 2.700 km con un’altitudine massima di 550 km. Se fosse stato programmato a piena gittata, quindi, avrebbe potuto coprire 4.500-5.000 km. Il lancio avrebbe avuto quindi lo scopo di “mostrare i miglioramenti nelle capacità sul fronte delle testate nucleari e dei relativi strumenti di consegna“. Il Nord, ricorda l’agenzia Yonhap, resta sempre pronto a effettuare la detonazione di un ordigno atomico in ogni momento al sito dei test nucleari di Punggye-ri. Non ci sono, invece, “indicazioni inusuali” di provocazioni tattiche come attacchi in stile guerriglia lungo il confine intercoreano. L’ultima mossa, inoltre, è in linea con il forte disappunto espresso verso le manovre congiunte in corso di Seul e Washington, denominate Ulchi Freedom Guardian (Ufg) e viste da Pyongyang come le prove generali di un attacco ai suoi danni. “La Corea del Nord sembra aver cercato di guadagnare altro terreno nelle sue relazione con gli Usa” ha spiegato Suh Choo-suk.

Colloquio

Della crisi nella penisola coreana hanno discusso i capi delle diplomazie di Russia e Usa, Serghiei Lavrov e Rex Tillerson, durante una conversazione telefonica. L’ultimo test di Pyongyang è stato definito “una grave violazione di una serie di risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu“. Allo stesso tempo, sottolineano da Mosca, Lavrov ha ribadito ancora una volta che “non c’è alternativa alla ricerca di metodi politici e diplomatici per il superamento delle tensioni nella penisola coreana e che è necessario astenersi da ogni passo di natura militare che possa portare a conseguenze imprevedibili”. Lavrov ha inoltre affermato che “la Russia considera controproducente e pericoloso ogni ulteriore rafforzamento della pressione delle sanzioni” sulla Corea del Nord.

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