Sbarra: “Il lavoro ha salvato l’Italia e l’Europa”

La relazione del segretario generale della Cisl in apertura dei lavori del XIX congresso confederale

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:53
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“Un grande messaggio di unità, di coesione, di riconoscimento del ruolo delle parti sociali in questo percorso di ripartenza e ricostruzione del Paese. Insieme possiamo farcela”, così il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra commenta il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella inviato in occasione dell’apertura del congresso confederale della Cisl Esserci per cambiare. Persona, lavoro, partecipazione per il futuro del Paese. “Oggi lanciamo la sfida al governo e alle associazioni datoriali e alle altre organizzazioni sindacali a ritrovarsi in un campo largo di responsabilità per concertare e condividere un nuovo e moderno patto sociale, che metta come priorità la qualità e la stabilità del lavoro, il rilancio degli investimenti e la coesione sociale. La Cisl è pronta”, ha aggiunto prima della relazione di apertura del congresso.

Lavoro

Il Paese “ha retto nel momento più buio” della pandemia “innanzitutto grazie a milioni di lavoratrici e di lavoratori, donne e uomini, italiani e migranti. È il lavoro che ha salvato l’Italia e l’Europa”, ha sottolineato il segretario generale nella relazione di apertura del XIX congresso confederale. Sbarra ha ricordato “il coraggio e i sacrifici affrontati da medici, infermieri, operatori sanitari. L’impegno di donne e uomini delle Forze dell’Ordine, della Protezione civile, delle amministrazioni centrali e locali, delle scuole. Quello di chi ha garantito servizi e beni anche nei periodi di lockdown: il vasto esercito di lavoratori che opera nelle ‘filiere della vita’, nell’agroalimentare, nella logistica, nei trasporti, nella distribuzione, nel terziario. Davvero non può bastare un algoritmo a far girare il mondo al posto loro” .

Spirito del ’93

Un “pilastro strutturale” da mettere in piedi è quello di “una nuova politica dei redditi suggellata da un accordo trilaterale tra governo, sindacato e mondo delle imprese”, ha proseguito il segretario generale della Cisl, richiamando “lo spirito del ’93“. Per aumentare salari e potere d’acquisto “dobbiamo agire di intesa comune, azionando diverse leve” quella fiscale e contrattuale, afferma Sbarra.

Salario minimo

Per innalzare i redditi “non servono automatismi antistorici che innescherebbero una pericolosa spirale” inflazionistica, “né ‘salari minimi di Stato‘ che farebbero uscire milioni di persone dalle buone tutele dei contratti”, così Sbarra nella relazione di apertura del XIX congresso confederale, tornando a difendere “l’autonomia delle relazioni industriali”. Sul salario minimo, aggiunge, “nessuna commissione di professori, per quanto preparata, può definire meglio delle parti sociali le dinamiche salariali. Si smetta di utilizzare l’alibi dei contratti pirata come pretesto per attaccare l’autonomia della contrattazione e delle parti sociali: il problema è evidente e deve essere risolto. Ma la via maestra resta quella pattizia, quella dell’estensione dei migliori contratti. Quella conseguente all’accordo interconfederale del 2014 sulla rappresentanza”, ha spiegato.

Dialogo sociale

“Il cammino delle riforme deve essere comune. Con l’insediamento del governo Draghi ci sono stati riscontri forti e positivi. Si è finalmente aperto un dialogo sociale che ha dato vita ad una serie di accordi di grande rilievo. Sul piano del metodo è stata archiviata la disastrosa stagione della disintermediazione e si è entrati in una fase di vero confronto sociale”, ha affermato il segretario generale.

Morti sul lavoro

Il lavoro “innanzitutto deve esserci. Non può essere precarietà, caporalato, sfruttamento dei più deboli, delle donne, dei migranti. Non può coesistere con discriminazioni, molestie e violenze a danno delle lavoratrici. Non può tramutarsi in causa di sofferenza e di morte. È un infinito bollettino di guerra: oltre 13mila caduti nell’ultimo decennio in Italia. È intollerabile”, ha dichiarato Sbarra. “La sicurezza nei luoghi di lavoro deve diventare la nostra priorità, la nostra ossessione – ha rimarcato -. Serve un grande piano nazionale che rafforzi l’esercito degli ispettori e moltiplichi i controlli. Dobbiamo incrociare le banche dati, istituire una patente a punti da legare agli appalti. Va sostenuta la prevenzione e l’innovazione tecnologica finalizzata alla sicurezza. Un’azienda più sicura è anche più produttiva e competitiva”.

Unità sindacale

“Agli amici di Cgil e Uil diciamo che bisogna ritrovarsi su modelli, contenuti e percorsi sindacali. E interrogarsi su quali sensibilità sociali vogliamo portare non solo negli anni Venti, ma nei prossimi venti anni. Noi pensiamo vada consolidato il disegno di un sindacato autonomo e contrattualista, riformatore e pragmatico“, ha detto ancora Sbarra. “L’unità non è un feticcio fine a se stesso, e non vuol dire omologazione a un pensiero unico sindacale. Sarebbe un deperimento irrecuperabile. Al contrario – sottolinea -, è e deve continuare ad essere costruzione di sintesi avanzate capaci di rispettare tutte le sensibilità sociali di una società complessa come la nostra”.

Partecipazione nelle aziende

“Lanciamo oggi la raccolta firme per una legge di iniziativa popolare sulla partecipazione” nei board delle aziende, private e pubbliche, a partire da queste ultime. “Questo è il nostro impegno, questa la nostra battaglia”, ha annunciato Sbarra. La partecipazione, ha sottolineato, “va costruita dal basso, attraverso l’incontro negoziale e la bilateralità. Ma va anche promossa con una legge di sostegno ad un accordo quadro che promuova forme di vera e propria cogestione. Un modello applicabile alle grandi aziende pubbliche e private, con consigli di sorveglianza composti anche da rappresentanti dei lavoratori. Fissando il traguardo al coinvolgimento strutturato del mondo del lavoro alla vita finanziaria e alla governance d’impresa. Il tempo è arrivato”.

Pace

“La pace è un bene supremo. Ma non una pace ‘purché sia’. Non può esserci pace se c’è sottomissione. Non è tale una pace che coincide con le ambizioni di chi vuole ridisegnare i confini d’Europa con la forza. Quella che va perseguita è la pace giusta e duratura dei diritti umani, della democrazia. È il grande obiettivo verso cui deve essere rivolto ogni sforzo della comunità internazionale, dell’Europa, del nostro governo”, così il segretario generale della Cisl, rimarcando che per questo “abbiamo sostenuto, dal primo momento, le dure sanzioni nei confronti di Mosca. Per questo abbiamo sempre chiesto di portare avanti il più forte sostegno umanitario, logistico e materiale verso milioni di profughi”.

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