Colpo alla Sacra Corona Unita: 23 arresti nel Tarantino

Disarticolato un clan di Manduria, un territorio "ancora interessato dal fenomeno mafioso e governato da frange della Sacra Corona Unita"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:54
ndrangheta

Colpo alla malavita tarantina. La Squadra Mobile della Questura di Taranto e personale del Servizio Centrale Operativo della direzione centrale Anticrimine della Polizia hanno eseguito, nei confronti di 23 persone, una ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Lecce su richiesta del pm della Dda salentina, Milto Stefano De Nozza.

I soggetti sono tutti accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, rapine, estorsioni e altri reati aggravati dal metodo mafioso.

Sacra Corona Unita

Altre 27 persone risultano indagate nell’ambito dello stesso procedimento, destinatarie di avviso di conclusione delle indagini preliminari.

Gli inquirenti ritengono di aver disarticolato un clan riorganizzatosi a Manduria (Taranto) dopo l’operazione “Impresa” del luglio 2017, in un territorio “ancora interessato – sottolinea la Questura in una nota – dal fenomeno mafioso e governato da frange della Sacra Corona Unita, sempre più orientate ad attuare una strategia di potenziamento del proprio prestigio criminale”.

Operazione “Impresa”

Il processo di primo grado scaturito dall’operazione di tre anni fa, che si concluse con 38 condanne e 19 assoluzioni, ha riguardato le attività del presunto clan della Sacra Corona Unita guidato da Antonio Campeggio, compresi i tentativi di infiltrarsi e condizionare l’attività politico-amministrativa locale. Proprio quella inchiesta portò, ad aprile del 2018, allo scioglimento del Consiglio comunale di Manduria per ingerenze della criminalità organizzata.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: [email protected]
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.