Rigorosamente Juve, Bonucci sbanca l’Olimpico: 2-0 alla Lazio

Con due tiri dal dischetto realizzati dal proprio capitano la squadra bianconera raggiunge proprio i biancocelesti, in campo senza Immobile

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:17
foto Image Sport

A corto muso. Come piace ad Allegri. La Juve sbanca l’Olimpico davanti ad una Lazio tanto fumo e niente arrosto. Gioca ma non monetizza, non tirando mai in porta. Lo fa invece la Juve che la sblocca grazie ad un calcio di rigore fischiato per un contatto di Cataldi su Morata. Il biancoceleste non tocca il pallone, ma le gambe dello spagnolo. Di Bello non se ne accorge, ma rivede la decisione dopo la chiamata del Var. Dal dischetto Bonucci non tradisce. Ed è sempre il viterbese a chiuderla al tramonto del match, ancora su rigore, ineccepibile: Reina falcia in area Chiesa e Bonucci dal dischetto non perdona. Vince la Juve, rigorosamente, ma con merito e aggancia i biancocelesti al quinto posto. La Lazio ci ha provato, ma senza mai tirare in porta.

Sarri senza Immobile, Allegri con la difesa a tre

Sarri disegna la Lazio senza Immobile, premiato dal presidente Lotito prima del via per essere diventato il miglior marcatore nella storia della Lazio, con il suo solito 4-3-3. Tra i pali c’è Reina, Lazzari, Luiz Felipe, Acerbi e Hysaj nella linea dei quattro di difesa. In mezzo Milinkovic-Savic, Cataldi in regia e Luis Alberto. Davanti Pedro falso nueve, con Felipe Anderson e Zaccagni ai lati. Allegri, opta invece per un inedito 3-1-4-2, con Danilo, Bonucci e de Ligt davanti a Szczesny, con Locatelli abbassato davanti alla difesa. In mezzo Cuadrado e Luca Pellegrini esterni, McKennie e Rabiot centrali, Chiesa e Morata di punta. Arbitra Di Bello.

La Lazio non graffia, la Juve sì

La squadra di Sarri prende subito in mano il boccino del gioco, tiene meglio il campo e spinge la Juve nella propria metà campo. Fatica ad uscire la formazione bianconera, Lazio in costante pressione. Allegri deve subito rivedere l’atteggiamento tattico perché si infortuna Danilo dopo uno scontro con Hysaj tanto da uscire in barella. Dentro Kulusevski con la Juve che si sistema con il più agevole 4-4-2 con Cuadrado che arretra e il neo entrato largo a destra. Il ritmo cala, ma è sempre la Lazio a provare a fare gioco, ma l’inerzia della partita cambia in un battito di ciglia. Palla lunga in area per Morata. Lo spagnolo va giù dopo un contatto con Cataldi. Di Bello non interviene, il Var sì e dopo il check, calcio di rigore. Freddo e glaciale dal dischetto Leonardo Bonucci la piazza dove Reina non può arrivare. La Lazio deve riprendersi, la Juve difende compatta. I biancocelesti tengono più il possesso palla, ma non graffiano. Senza Immobile, troppa leggerezza là davanti. Alla Juve va bene così, si difende bassa e lascia pochi spazi. Lazio che non trova varchi. Ci provano Milinkovic e Lazzari, ma serve qualcosa di più. Nel finale è invece la Juve a creare la palla del possibile raddoppio, ma Morata, in girata, sbaglia tutto e manda in curva.

Bonucci sempre su rigore, la Juve la chiude

Sarri si accorge che davanti la Lazio non graffia e allora ecco il cambio dopo dieci minuti nella ripresa: dentro Muriqi per Zaccagni con Pedro che torna esterno. La Lazio prova a spingere con tanta generosità, ma continua a non graffiare. Bonucci stringe i denti e resta in campo, mentre Reina deve uscire alla disperata per chiudere su Morata. Tanti errori, da una parte e dall’altra. Allegri si arrabbia con Morata e Chiesa che non riescono a tenere palla nella metà campo laziale. I minuti passano inesorabili. Kean rileva Morata a quindici dalla fine, mentre Sarri richiama Felipe Anderson per inserire Moro. Kean di testa accarezza la traversa e fa capire ad Allegri di esserci.  La Juve si accartoccia dietro, Kean lasciato troppo solo, la Lazio che continua a provarci. Milinkovic stacca imperioso per Mouriqi che però arriva in ritardo sul pallone. La Lazio si scopre, la Juve attende paziente. E l’occasione arriva quando il cronometro dice che alla fine ne mancano solo nove. Lancio di Kulusevski per Chiesa, Reina esce tardi poi, quando rinviene falcia il bianconero. Si prende il giallo e il rigore. Stavolta Di Bello non ha dubbi. E dal dischetto, chirurgico, arriva il raddoppio di Leonardo Bonucci: 2-0. Stordita la Lazio, Kean in controgioco sfiora il terzo, poi è Reina ad ipnotizzare il numero 18 bianconero lanciato a rete. Fuori Locatelli, dentro Bentancur all’inizio dei quattro minuti di recupero. Dove succede nulla. Quello che contava, era già stato scritto, con la vittoria della Juve che sbanca l’Olimpico e torna a rivedere le zone aristocratiche della classifica.

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