Regno Unito, il piano anti-Covid funziona: casi in calo del 40%

Oltre 20 milioni di vaccinati e numero più basso di contagi da settembre. E Johnson punta a rafforzare ulteriormente il piano sanitario

ULTIMO AGGIORNAMENTO 3:04
Covid Regno Unito
Foto © Ansa

Picchiata del 40% in una settimana. I contagi nel Regno Unito calano a ritmo sostenuto assieme al bilancio giornaliero delle vittime, che cala di circa un terzo in sette giorni. Un andamento riferito dal Daily Mirror e che ha già prodotto qualche effetto, fra cui un primo graduale ritorno a un accenno di normalità, sia pure controllata. In totale, nelle ultime 24 ore, sono stati registrati 6.035 nuovi casi, ovvero l’incremento giornaliero più basso da settembre a oggi (144 le vittime). Un trend in calo che, secondo gli esperti, non sarebbe derivato solo dalle misure restrittive ma anche dalla campagna vaccinale.

Johnson e il piano ripresa del Regno Unito

Il Regno Unito, finora, ha eseguito un elevato numero di vaccinazioni, utili a far decrescere l’andamento del Covid-19 sull’isola. Ma, come ha fatto sapere lo stesso premier Boris Johnson, la strategia antivirus britannica non si fermerà qui. Anzi, l’inquilino di Downing Street ha messo in programma una vaccinazione ancora più massiccia ma anche un maggiore monitoraggio e una più efficace strategia in termini di prevenzione. Alle famiglie con bambini in età scolare o figli in fase di studi universitari, infatti, verranno concessi due test rapidi a persona e alla settimana. Con un duplice obiettivo: tenere il trend sotto controllo e consentire al più presto una ripresa regolare delle lezioni.

Hancock: “Risultato magnifico”

Ora, con 20 milioni di cittadini già vaccinati (un terzo della popolazione) e 800 mila richiami circa, Londra potrà iniziare a concedere una ripresa a piccoli passi. Un approccio cauto lo ha definito Boris Johnson, con priorità al rientro in classe degli studenti (l’auspicio è l’8 marzo) e ai test rapidi a disposizione di tutti. Già da lunedì, saranno disponibili in 500 località britanniche. Per il ministro della Sanità, Matt Hancock, si tratta di “un risultato magnifico per il Paese“. Che, fino a poco tempo fa, affondava nell’emergenza più cupa.

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