Regioni, tornano i colori: le ipotesi per il dopo Feste

Il governo valuta misure per dopo l'Epifania: al vaglio una zona arancione per il weekend 9-10. Ipotesi zona gialla il 7 e 8

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:24
Regioni

Si prepara ad assorbire l’impatto della ripresa l’Italia. Dopo l’Epifania, il nostro Paese tornerà operativo in una fase in cui la pandemia fa registrare ancora numeri importanti. L’indice Rt, in particolare, nella giornata di ieri era schizzato al 18%, costringendo il governo a mettere sul tavolo le ipotesi più appropriate per scongiurare nuovi picchi dei contagi. Al momento solo ipotesi ma, probabilmente, si valuterà la possibilità di un provvedimento che accompagnerà il Paese fra il 7 e il 15 gennaio.

Le misure al vaglio

Al momento si ragiona sul lasso temporale che, di fatto, separa la scadenza del decreto di Natale e quella dell’ultimo Dpcm. Riflettori puntati, in particolare, nel weekend del 9-10 gennaio: l’idea è quella di una fascia arancione, con chiusura di bar e ristoranti e spostamenti vietati fra Comuni. Fra le ipotesi, anche quella di concedere più libertà nei primi due giorni della ripartenza (7 e 8).

Eventualità al vaglio del consiglio di maggioranza, partecipato anche dal ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia e da membri del Comitato tecnico scientifico. Si ragiona anche sull’ipotesi di prolungare le misure sulle riunioni familiari, limitando a due (oltre ai membri del nucleo familiare) gli ospiti in casa. Restano esclusi, come a Natale e Capodanno, gli under 14.

Regioni e vaccino

Con i nuovi parametri, potrebbe essere abbassata anche la soglia per l’ingresso in zona rossa, con un indice Rt meno elevato per adottare le misure più restrittive (50 contagi ogni 100 mila abitanti). Il che porta diverse Regioni sulla soglia della zona arancione. Si resta comunque vigili sulla campagna vaccinale, bilanciando le misure mediche con quelle a sostegno delle imprese.

Come ricordato dal governatore della Liguria, Giovanni Toti, “dobbiamo arrivare a una campagna di vaccinazione facendo sopravvivere più cittadini che possiamo. Ma cercando di non uccidere tutte le imprese perché dalla morte delle imprese poi discende anche una vita grama per i cittadini che può essere doloroso quanto il Covid”.

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