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Referendum in Donbass, le autorità filorusse annunciano la vittoria. Onu: “Illegali per diritto internazionale”

Le autorità filorusse delle regioni di Lugansk, Donetsk e Kherson hanno annunciato la vittoria nei referendum di annessione alla Russia, un voto denunciato come illegittimo da Kiev e dai Paesi occidentali, tenutisi da venerdì 23 a martedì 27 settembre. Il Consiglio della Federazione russa, la Camera alta del Parlamento di Mosca, potrebbe votare il 4 ottobre l’annessione delle regione ucraine di Lugansk, Donetsk, Kherson e Zaporizhzhia, di fronte all’esito favorevole, riporta l’agenzia di informazione russa Tass.

L’esito

In base ai risultati preliminari dello spoglio, riporta sempre Tass, nel Lugansk il “sì” ha vinto con il 98,52%, nel Donetsk con il 94,75%. Nell’area di Kherson, dove i conteggi sono stati ultimati, l’87,05% dei votanti ha detto “sì” all’annessione. Anche le autorità filorusse nella regione di Zaporizhzhia, nell’Ucraina meridionale, hanno annunciato la vittoria del “sì”. La sedicente commissione elettorale della regione ha affermato che il 93,11% degli elettori ha votato per l’annessione alla Russia, dopo lo spoglio del 100% delle schede, precisando tuttavia che si tratta per il momento di risultati preliminari.

Zelensky: “Ogni annessione è un crimine”

Durante i referendum nei territori occupati “la gente è stata obbligata a votare mentre veniva minacciata con le armi e i risultati sono stati preparati con grande anticipo. Ogni annessione è un crimine“. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky parlando in video alla riunione del Consiglio di Sicurezza sull’Ucraina (a cui la Russia si è opposta). “L’annessione mette Putin da solo di fronte a tutta l’umanità. Credo nella vostra abilità di agire”, ha aggiunto. I referendum russi sono “la violazione più brutale della Carta Onu e un tentativo di rubare territorio e cancellare le norme della legge internazionale”, ha aggiunto il presidente ucraino. Quindi Zelensky ha chiesto il completo isolamento internazionale della Russia. “La Russia disprezza già la Carta delle Nazioni Unite. La Russia infrange già tutte le regole di questo mondo. Quindi è solo questione di tempo prima che distrugga quest’ultima istituzione internazionale che può ancora agire. L’esortazione è di agire ora. Il riconoscimento da parte della Russia dei referendum fasulli come presumibilmente normali, l’attuazione del cosiddetto “scenario della Crimea” e un altro tentativo di annettere il territorio dell’Ucraina significano che non c’è nulla di cui parlare con questo presidente della Russia. Ora c’è bisogno di un segnale chiaro da ogni paese del mondo”, ha detto Zelensky su Telegram.

Onu: “Illegali ai sensi del diritto internazionale”

I referendum russi “si sono svolti durante un conflitto armato attivo, in aree sotto il controllo di Mosca, al di fuori del quadro giuridico e costituzionale dell’Ucraina. Non possono essere definiti un’espressione genuina della volontà popolare”, ha detto il capo degli Affari politici delle Nazioni unite Rosemary DiCarlo, alla riunione del Consiglio di Sicurezza. “Azioni unilaterali volte a conferire una patina di legittimità al tentativo di acquisizione con la forza da parte di uno Stato del territorio di un altro Stato non possono essere considerate legali ai sensi del diritto internazionale“, ha aggiunto. Il capo degli Affari politici dell’Onu ha poi ricordato che “in quanto potenza occupante, la Russia è obbligata ai sensi del diritto umanitario internazionale a rispettare le leggi dell’Ucraina nell’amministrazione dei territori occupati”. E ha ribadito come le Nazioni unite “rimangano pienamente impegnate per la sovranità, l’unità, l’indipendenza e l’integrità territoriale dell’Ucraina, entro i suoi confini internazionalmente riconosciuti, in conformità con le pertinenti risoluzioni Onu”.

Russia: “Referendum condotti in maniera trasparente”

“Il giorno della vittoria è un giorno che queste persone possono celebrare, non devono celebrare i fascisti”, ha detto l’ambasciatore russo all’Onu Vassily Nebenzia alla riunione del Consiglio di Sicurezza sull’Ucraina commentando i referendum nei territori occupati, che “sono stati condotti in maniera trasparente“. “Il regime di Kiev à stato focalizzato sulla distruzione della gente di questi territori con il sostegno di Unione europea e Stati Uniti, e non ha mai rispettato gli accordi di Minsk”, ha aggiunto.

Stoltenberg (Nato): “Sostegno alla sovranità dell’Ucraina”

“Ho appena parlato con il presidente Zelensky e ho chiarito che gli alleati della Nato sono incrollabili nel nostro sostegno alla sovranità e al diritto di autodifesa dell’Ucraina: i referendum fasulli indetti dalla Russia non hanno alcuna legittimità e sono una palese violazione del diritto internazionale, queste terre sono dell’Ucraina”, ha scritto su Twitter il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg.

Israele

Israele “non accetterà” i risultati del referendum nei distretti orientali dell’Ucraina”. Lo ha fatto sapere il ministero degli esteri a Gerusalemme secondo cui Israele “riconosce la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina”.

Lorenzo Cipolla

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