Qe, altolà dei giudici tedeschi all’acquisto dei Bond

La Corte Costituzionale tedesca frena: "Programma sproporzionato. La Bce chiarisca entro tre mesi o la Bundesbank si chiamerà fuori"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:53

Giornata particolare per l’Europa, e in buona sostanza anche per i 27 che attendono i provvedimenti di Bruxelles per dare un implemento sostanziale al proprio programma di ripartenza. Ad attizzare la fiamma è la Corte costituzionale tedesca che, con una sentenza che rimescola in gran parte la strategia europea sui Bond. I giudici di Karlsruhe hanno infatti deciso di accogliere in parte i ricorsi contro l’acquisto di titoli di Stato da parte della Bce avvenuti a partire dal 2015, decretando che “il governo federale e il Bundestag hanno il dovere di attivarsi contro il programma di acquisto di titoli nella sua forma attuale”. Questo, in sostanza, significa che la Bce dovrà dar conto della misura nella sua interezza, e dovrà farlo entro tre mesi. In caso contrario, la Bundesbank non potrebbe più partecipare al programma di Mario Draghi.

Rallentamento del Q.e.

In pratica, la Germania non disconosce la misura del Quantitative easing, ma ne riconosce solo in parte la validità legale. Allo stato attuale, secondo i giudici tedeschi, le misure della Bce “non sono coperte dalle competenze europee” e per questo “non potrebbero avere validità in Germania”.  Nei tre mesi che verranno, la Bce dovrà quindi dimostrare che “gli obiettivi di politica monetaria perseguiti dal programma di acquisto di titoli pubblici non sono sproporzionati rispetto agli effetti di politica fiscale ed economica derivanti dal programma”. Il che non rivede ma sospende gli effetti della misura anticrisi varata il 18 marzo scorso in sostituzione del precedente Quantitative easing.

Contraccolpo in Borsa

Uno “standard” che, spiegano da Karlsruhe, che “consente alla Bce di espandere gradualmente le sue competenze” e che “perlomeno esenta in gran parte o del tutto le sue azioni da valutazioni giudiziarie. Tuttavia per la salvaguardia del principio della democrazia e delle basi legali dell’Unione è imperativo che la divisione delle competenze sia rispettata”. Inevitabile che alla notizia piovuta dalla Germania abbia immediatamente corrisposto una frenata generale delle principali Borse europee, a cominciare da Milano che vede scendere il proprio rialzo allo 0,6%. Stesso trend per Parigi (1,15%) e Francoforte (1,1%). Minori rialzi anche per Madrid (+0,6%) e Londra (+0,9%).

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