I nuovi provvedimenti di contrasto al Covid: tasso di ospedalizzazione e uso esteso del “green pass”

Dopo Rt e incidenza settimanale, saranno le soglie di ricoveri in terapia intensiva e in area medica a cambiare i colori delle Regioni. Rimasti fuori dal decreto scuola, lavoro e trasporti. Nel cdm presidente del Consiglio ha chiesto ai ministri di porre la fiducia sul testo della riforma Cartabia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:00
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Nel Consiglio dei Ministri di oggi sono stati approvati i nuovi provvedimenti del governo per il contrasto al Covid, tra cui l’estensione dell’utilizzo del green pass – che il presidente del Consiglio Mario Draghi ha definito “condizione per tenere aperte le attività economiche” – e l’autorizzazione a porre la fiducia in Parlamento quando la riforme della giustizia approderà in aula.

“C’è stato un testo approvato all’unanimità al consiglio dei ministri, questo è il punto di partenza su cui viene chiesta la fiducia. Nello stesso momento che siamo aperti a miglioramenti di carattere tecnico”, ha detto nel corso della conferenza stampa il capo dell’esecutivo Mario Draghi, con ai lati il ministro della Salute Roberto Speranza e la ministra della Giustizia Marta Cartabia.

“Tre questioni fondamentali”

Proroga dello stato d’emergenza al 31 dicembre di quest’anno. Nuovi parametri, stavolta basati sui tassi di ospedalizzazione, per il cambio di colori alle Regioni. Ampliamento delle attività per cui serve il green pass. Sono queste quelle che Speranza definisce le “tre questioni fondamentali” del contenuto del nuovo decreto approvato dal Consiglio dei Ministri.

“Fino a pochi mesi fa il parametro prevalente era Rt, ultimamente è stata l’incidenza cioè il numero dei casi – noi abbiamo utilizzato quello dei casi ogni 100mila abitanti alla settimana. La modifica sostanziale è che il parametro prevalente per il cambio di zona diventa l’ospedalizzazione”, ha detto il ministro della Salute. Speranza ha poi fornito alcuni dettagli: “Una Regione che oggi è in zona bianca, in questo momento tutte le Regioni italiane sono in zona bianca, passerà in zona gialla soltanto quando il tasso delle terapie intensive supererà il 10% e contemporaneamente il tasso di occupazione in area medica supererà il 15%“. “Le stesse Regioni” – ha detto ancora il ministro – “passeranno in arancione quando il tasso delle terapie intensive supererà il 20% e contemporaneamente quelle delle aree mediche il 30%, invece si andrà in area rossa col tasso di occupazione delle intensive oltre 30% e in aree mediche oltre il 40%“.

Il ministro ha spiegato come è stata assunta questa decisione: “La ragione di questo cambio è dovuta al fatto che il nostro Paese ha somministrato oltre 63 milioni di dosi. L’aspettativa è che ci si possa essere una maggior circolazione virale senza una ricaduta forte sulle ospedalizzazioni”.

Certificato verde

Altro ambito d’intervento dell’esecutivo è l’estensione del green pass, di cui ne sono stati scaricati “oltre 40 milioni” in poche settimane, ha ricordato Speranza. Utilizzato finora per partecipare a matrimoni o visitare persone nelle residenze sanitarie, Speranza ha elencato alcune delle attività a cui viene esteso: “A servizi di ristorazione al chiuso, spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportive, i musei e gli altri istituti e luoghi della cultura, piscine, palestre, centri benessere,  fiere sagri, convegni, congressi, centri termali, parchi tematici e di divertimento, i centri culturali, i centri sociali e ricreativi, le attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo, casinò, procedure concorsuali”.

Il messaggio

“Vogliamo dare un messaggio positivo“, ha detto ancora Speranza “vogliamo evitare che la crescita del contagio portino a nuove chiusure generalizzate”. E ha concluso: “Il messaggio come governo vogliamo dare nel modo più fermo e più convinto è vaccinarsi, vaccinarsi, vaccinarsi. Questa è la strada principale per mettersi alle spalle la stagione così difficile che abbiamo vissuto”.

Cosa resta da fare

Sempre sul tema della salute, il presidente del Consiglio a una domanda sulla scuola ha risposto che dal decreto approvato oggi “sono rimaste fuori tre aree: scuola, trasporti e lavoro“. Il capo del governo ha aggiunto: “Verranno affrontate molto rapidamente, credo la settimana prossima ma richiedono altre misure e provvedimenti specifici perché sono complessi”.

“L’obiettivo – ha detto ancora Draghi – è che tutti possano andare a scuola in presenza, tutto ciò che è necessario fare per questo obiettivo sarà fatto. Aspettiamo una serie di norme sui trasporti pubblici e sulla scuola”. Il presidente ha anche dichiarato che nel Consiglio dei Ministri c’è stato pieno accordo nel risarcire gli esercizi che dovrebbero rimaner chiusi, ha detto in riferimento alla discoteche.

“Evitare impunità”

Il presidente del Consiglio si è espresso anche sul tema della riforma della giustizia e sulla richiesta di fiducia al testo Cartabia: “C’è stato un testo approvato unanimità questo è punto di partenza, siamo aperto a miglioramenti di carattere tecnico”. Poi ha aggiunto: “Per garantire la permanenza delle riforme che facciamo, queste devono essere condivise“.

Draghi ha poi voluto puntualizzare la posizione del governo: “Nessuno vuole soglie di impunità, processo rapido e tutti i colpevoli puniti. Nessuno è a favore dell’uso delle dilazioni”.

“Non è solo una riforma della prescrizione ma una riforma complessiva per abbreviare i processi ed evitare zone di impunità”, ha detto la guardasigilli. “Un problema da aggredire” – ha detto ancora Cartabia – è la percentuale importante delle prescrizioni, il 37%, che avviene in fase di indagini preliminari, e altrettante prima della fine del primo grado”.

La ministra della Giustizia ha illustrato come “L’intervento in materia di giustizia è veramente un grosso investimento, lo Stato sta investendo perché le lungaggini non producano queste prescrizioni”.

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