Professore ucciso a Tarquinia, la confessione

Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato il fermo per il 68enne sospettato per l'omicidio di Dario Angeletti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:16
Dario Angeletti e il luogo del ritrovamento del cadavere

Claudio Cesaris, il 68enne fermato per l’omicidio del professore della Tuscia Dario Angeletti, ha confessato. “Sono stato io a sparare” avrebbe detto l’uomo, a cui il gip ha convalidato il fermo. Al momento, secondo quanto si apprende, la pistola non sarebbe stata ritrovata. A quanto ricostruito dagli investigatori, alla base dell’omicidio ci sarebbero motivi sentimentali legati a una donna.

Le indagini

Due giorni dopo il ritrovamento del corpo del docente e biologo marino a bordo della sua auto, in un parcheggio non lontano dalla riserva faunistica delle Saline, a Tarquinia, nel viterbese, era stato fermato Cesaris, che nel corso della perquisizione aveva accusato un malore ed era stato ricoverato. Originario di Pavia, in precedenza aveva lavorato come tecnico all’università in un laboratorio di eco-etologia dei vertebrati del Dipartimento di Scienze della terra e dell’ambiente e conosceva la vittima. Decisivi per le indagini dei carabinieri di Viterbo, coordinate dalla procura di Civitavecchia, i video di alcune telecamere che da lontano inquadrano il parcheggio dove è stato trovato Angeletti.

Il legale: “Nessuna azione premeditata”

“E’ stato un raptus di gelosia, nessuna azione premeditata, il mio assistito non conosceva la vittima, non lo aveva mai incontrato prima. Si sono visti in quel luogo, frequentato da entrambi per motivi professionali, per caso”, ha afferma l’avvocato Andrea Fabio, difensore di Claudio Cesaris, l’uomo che ha confessato davanti al gip di essere l’autore dell’omicidio di Angeletti. “E’ stata una azione d’impeto – aggiunge il penalista -. Il mio assistito sta realizzando cosa ha commesso ed è molto provato”.

Chi era Davide Angeletti

Dario Angeletti, sposato e con due figli, insegnava ecologia applicata e tutela dell’ambiente marino al polo universitario di Civitavecchia dal 2010. Il suo lavoro si svolgeva anche nel laboratorio di ecologia e centro ittiogenico sperimentale alle Saline di Tarquinia.

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