Piste da sci, le Regioni si appellano al governo: “Riaprire in sicurezza”

I territori alpini chiedono di rivedere la decisione di lasciar chiusi gli impianti sciistici: "Si rischia un danno irreversibile"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:30

Lo sci è per eccellenza sport all’aperto ed individuale: in più, visto come ci si veste quando si va a sciare, non “è davvero un problema di mascherine, perché già ora si usano normalmente protezioni della bocca e del viso. E sciando neppure c’è un problema di distanziamento”. Parola di Alberto Tomba, storico campione dello sci italiano, sceso in campo, anzi in pista, per spezzare la sua personale lancia a favore della riapertura delle piste da sci. Una di quelle situazioni che, con l’arrivo della stagione fredde, corrisponde a un fattore determinate per l’indotto delle aree montane.

Tanto che, in queste ore, oltre all’ex campione (e ad altri grandi nomi dello sci, come Federica Brignone), anche le Regioni hanno inviato le loro istanze al governo “per non compromettere”, come spiegato dal governatore della Liguria Giovanni Toti, “la stagione sciistica e per non creare un danno irreversibile all’economia della montagna dei nostri territori”.

Piste da sci, dibattito in corso

Proprio il vicepresidente della Conferenza delle Regioni ha spiegato che l’auspicio dei governatori “è che come accaduto in precedenza, il Governo voglia condividere con le Regioni i necessari approfondimenti sul piano della collaborazione istituzionale nell’interesse dei cittadini, del tessuto socioeconomico del Paese e nel rispetto delle necessarie regole di prevenzione”. Sul tema delle piste da sci, secondo il governatore del Piemonte Alberto Cirio “possiamo trovare un punto di equilibrio, come stanno facendo in altri paesi. E’ uno sport e lo si può praticare in sicurezza. Si potrebbe consentire l’attività sciistica, lasciando chiusi bar e ristoranti. E’ una strada che dobbiamo percorrere insieme al Governo”. Nel suo intervento a Rai News 24, Cirio ha spiegato che “come sempre bisogna cercare soluzioni di buon senso. Verificare se esiste la possibilità di permettere alle attività sciistiche di funzionare pur nel rispetto, prioritario, delle condizioni di salute”.

L’appello delle Regioni

E l’appello a una riapertura ponderata e in massima sicurezza, arriva da tutte le regioni dell’arco alpino. “Pur con la piena consapevolezza delle difficoltà e delle incertezze dettate da questo difficile momento, tutto il sistema turistico sta lavorando alacremente per un avvio in sicurezza della stagione invernale. Con il coordinamento degli Assessori agli impianti a fune di Val d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Provincia di Trento, Provincia di Bolzano, Veneto e Friuli Venezia Giulia”. Gli assessori dei territori in questione, chiedono di fatto al governo di rivedere la scelta di non riaprire gli impianti.

Decisione che, a loro parere, “metterebbe in crisi un intero sistema, che porta un notevole indotto economico, lavorativo e sociale per l’intero Paese”. Le regioni si dicono consapevoli della situazione ma, scrivono, “vogliamo e dobbiamo guardare al futuro con atteggiamento positivo, consapevoli soprattutto dell’importanza che l’industria dello sci ricopre per l’economia italiana. Grazie all’approvazione delle linee guida per gli impianti sciistici potremo garantire un avvio in sicurezza della stagione invernale”.

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