Papa Francesco: “I vecchi sono una testimonianza di promessa”

La catechesi di Papa Francesco, una delle ultime dedicate al tema della vecchiaia, pronunciata nel corso dell'udienza generale

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:53
Roma 26/03/2019 - Papa Francesco visita in Campidoglio / foto Samantha Zucchi/Insidefoto/Image nella foto: Papa Francesco (immagine di repertorio)

La sicumera di fermare il tempo, volere l’eterna giovinezza, il benessere illimitato, il potere assoluto, non è solo impossibile, è delirante“. Lo ha detto Papa Francesco nel corso dell’udienza generale nell’Aula Paolo VI, una delle ultime dedicate al tema della vecchiaia. “La vecchiaia è nobile – ha aggiunto il Pontefice -, non ha bisogno di truccarsi per far vedere la propria nobiltà: forse il trucco viene quando manca nobiltà”. “Il tempo passa, ma questa non è una minaccia, è una promessa”, ha aggiunto.

Le parole del Pontefice

Commentando il Vangelo di Giovanni, il Papa ha osservato che “la vecchiaia è il tempo propizio per la testimonianza commossa e lieta di questa attesa” di “opere più grandi”. “L’anziano e l’anziana sono in attesa, in attesa di un incontro”, ha spiegato. “Nella vecchiaia – ha proseguito – le opere della fede, che avvicinano noi e gli altri al regno di Dio, stanno ormai oltre la potenza delle energie, delle parole, degli slanci della giovinezza e della maturità”. Ma proprio così rendono ancora più trasparente la promessa della vera destinazione della vita, e qual è la vera destinazione della vita? Un posto a tavola con Dio, nel mondo di Dio”, ha sottolineato.

Per Francesco, “sarebbe interessante vedere se nelle Chiese locali esiste qualche riferimento specifico, destinato a ravvivare questo speciale ministero dell’attesa del Signore – è un ministero, il ministero dell’attesa del Signore -, incoraggiando i carismi individuali e le qualità comunitarie della persona anziana“. Secondo il Papa, inoltre, “una vecchiaia che si consuma nell’avvilimento delle occasioni mancate, porta avvilimento per sé e per tutti”. Invece, “la vecchiaia vissuta con dolcezza vissuta con rispetto per la vita reale scioglie definitivamente l’equivoco di una potenza che deve bastare a sé stessa e alla propria riuscita”. “Scioglie persino – ha aggiunto – l’equivoco di una Chiesa che si adatta alla condizione mondana, pensando in questo modo di governarne definitivamente la perfezione e il compimento. Quando ci liberiamo da questa presunzione, il tempo dell’invecchiamento che Dio ci concede è già in sé stesso una di quelle opere ‘più grandi’ di cui parla Gesù”.

Ricordiamoci che ‘il tempo è superiore allo spazio’ – ha quindi avvertito Bergoglio -. È la legge dell’iniziazione. La nostra vita non è fatta per chiudersi su sé stessa, in una immaginaria perfezione terrena: è destinata ad andare oltre, attraverso il passaggio della morte. Perché la morte è un passaggio. Infatti, il nostro luogo stabile, il nostro punto d’arrivo non è qui, è accanto al Signore, dove Egli dimora per sempre”. “Qui, sulla terra, si avvia il processo del nostro ‘noviziato’: siamo apprendisti della vita, che – tra mille difficoltà – imparano ad apprezzare il dono di Dio, onorando la responsabilità di condividerlo e di farlo fruttificare per tutti. Il tempo della vita sulla terra è la grazia di questo passaggio”, ha argomentato. Per il Pontefice, “la nostra esistenza sulla terra è il tempo dell’iniziazione alla vita, che solo in Dio trova il compimento. Siamo imperfetti fin dall’inizio e rimaniamo imperfetti fino alla fine. Nel compimento della promessa di Dio, il rapporto si inverte: lo spazio di Dio, che Gesù prepara per noi con ogni cura, è superiore al tempo della nostra vita mortale. “Ecco – ha soggiunto -: la vecchiaia avvicina la speranza di questo compimento. La vecchiaia conosce definitivamente, ormai, il senso del tempo e le limitazioni del luogo in cui viviamo la nostra iniziazione. La vecchiaia è saggia per questo, i vecchi sono saggi per questo. Per questo essa è credibile quando invita a rallegrarsi dello scorrere del tempo: non è una minaccia, è una promessa”. Francesco ha concluso evidenziando che “la vecchiaia è la fase della vita più adatta a diffondere la lieta notizia che la vita è iniziazione per un compimento definitivo. I vecchi sono una promessa, una testimonianza di promessa, e il meglio deve ancora venire, ecco il messaggio del vecchio e della vecchia credenti. Il meglio deve ancora venire. Dio ci conceda una vecchiaia capace di questo!”.

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