Ucraina, il Papa invoca la pace: “La porti il Natale del Signore”

Nell'Angelus domenicale, Papa Francesco rivolge una preghiera all'Ucraina e ricorda: "Le armi non sono la strada"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:07
Papa Francesco Angelus
Foto © VaticanMedia

La preghiera dell’Angelus di Papa Francesco termina con un’invocazione alla pace. Quella che si spera possa portare il Natale per “l’Ucraina, per tutte le sue Chiese e comunità religiose e per tutto il suo popolo”, affinché “le tensioni intorno ad essa siano risolte attraverso un serio dialogo internazionale e non con le armi”. Armi che, fatte in quantità maggiore dello scorso anno, “non sono la strada. Che questo Natale del Signore porti all’Ucraina la pace“. Una preghiera che il Santo Padre rivolge in un momento storico di forte tensione sul confine ucraino e con lo spettro di un’invasione russa che, come ricordato nel G7 dei ministri degli Esteri, “avrebbe conseguenze enormi”.

L’Angelus del Papa

Nella terza domenica di Avvento, il Vangelo presenta “vari gruppi di persone – le folle, i pubblicani e i soldati – che sono toccati dalla predicazione di Giovanni Battista”. E, rivolgendosi a lui, chiedono cosa fare. Un interrogativo che “non parte da un senso del dovere. Piuttosto, è il cuore toccato dal Signore, è l’entusiasmo per la sua venuta che porta a dire: cosa dobbiamo fare?”. E Giovanni risponde che “il Signore è vicino”. La domanda della folla può essere paragonata all’attesa di una persona cara: “Per accoglierla come si deve puliremo la casa, prepareremo il pranzo migliore possibile… Così è con il Signore, la gioia per la sua venuta ci fa dire: che cosa dobbiamo fare? Ma Dio eleva questa domanda al livello più alto: cosa fare della mia vita? A cosa sono chiamato? Che cosa mi realizza?”.

Un impegno concreto

L’interrogativo suggerito dal Vangelo ci ricorda che “la vita ha un compito per noi”. Non è affidata al caso, ricorda il Papa, ma “è una missione da realizzare”. Per questo non bisogna aver paura di chiedere al Signore cos’è che va fatto. E di chiederselo anche interiormente: “Il Tempo di Avvento serve a questo: a fermarsi e chiedersi come preparare il Natale. Siamo indaffarati da tanti preparativi, regali e cose che passano, ma chiediamoci che cosa fare per Gesù e per gli altri”. E la risposta viene rivolta a ciascuno in modo specifico, come fa Giovanni con le folle: “A ciascuno è rivolta una parola specifica, che riguarda la situazione reale della sua vita. Questo ci offre un insegnamento prezioso: la fede si incarna nella vita concreta. Non è una teoria astratta… La fede tocca la carne e trasforma la vita di ciascuno”. L’approssimarsi del Natale ci fa chiedere in che modo possiamo fare la nostra parte. “Prendiamo un impegno concreto – conclude Papa Francesco -, anche piccolo, che si adatti alla nostra situazione di vita, e portiamolo avanti per prepararci a questo Natale”.

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