Omicidio a Barletta

La vittima è Giuseppe Tupputi, 43enne titolare del locale "Morrison's Revolution" alla periferia della città pugliese

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:09

Culmine di un litigio o tentata rapina finita in tragedia sono le ipotesi al vaglio degli inquirenti che indagano sulla morte Giuseppe Tupputi, 43 anni, gestore di un locale alla periferia di Barletta, in Puglia, raggiunto da alcuni colpi di arma fuoco nel suo bar, il “Morrison’s Revolution” dove al momento dell’omicidio sarebbe stata presente anche un’altra persona. Il responsabile del gesto sarebbe fuggito a piedi e forse è stato ripreso da delle telecamere esterne.

Cos’è successo

A quanto si apprende, al momento dell’omicidio nel locale, oltre a Tupputi e al suo assassino, c’era anche un’altra persona che avrebbe visto tutto e che sarà ascoltata dagli inquirenti. Le condizioni della vittima, raggiunta da alcuni colpi di arma da fuoco, sono apparse da subito gravi e i tentativi degli operatori del 118 di rianimarlo sono stati vani.

Le ipotesi

Potrebbe essere stato ucciso al culmine di un litigio col suo assassino il 43enne titolare del “Morrison’s Revolution”. A quanto apprende l’Ansa da fonti inquirenti, Tupputi potrebbe aver dato una risposta non gradita a un uomo col quale avrebbe litigato nel locale, e che per questo avrebbe estratto una pistola e avrebbe sparato. Quella della rapina finita in tragedia, dunque, è solo una delle ipotesi al vaglio degli investigatori.

La vittima

Tupputi, che era incensurato, non avrebbe mai denunciato richieste estorsive, il che esclude la pista del racket. La vittima, che abitava a poche decine di metri dal bar, era molto conosciuta e ben voluta da tutti. All’esterno del locale si è radunata molta gente sconcertata per l’accaduto: “E’ un locale frequentato solo da brave persone, non ce lo saremmo mai aspettato”, dicono. Tupputi lascia la moglie e due figlie, una delle quali molto piccola. Sua moglie, arrivata al bar dopo aver saputo dell’omicidio, è stata colta da un malore.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.