Nomine Rai, il governo propone Fuortes e Soldi per il Cda

Lettera aperta dell'Usigrai al presidente del Consiglio: "Il testo della norma vuole che il Presidente sia scelto dal cda. Lo spirito della norma vuole che non sia diretta emanazione del governo". Borgonzoni (Lega): "Scelta sorprendente"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:34

I nomi che alla prossima seduta del Consiglio dei ministri il titolare dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco, d’intesa con il capo dell’esecutivo Mario Draghi, proporrà come componenti del Consiglio di amministrazione di Rai s.p.a. sono quelli di Carlo Fuortes e Marinella Soldi. L’attuale sovrintendente della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma sarà proposto, in sede di Assemblea della società, per il ruolo di amministratore delegato.

Il sindacato dei giornalisti Rai Usigrai in una lettera aperta al presidente del Consiglio chiede che sia rispettata l’autonomia del Cda sulla scelta del presidente.

Rispetto dell’autonomia

“Alcune istituzioni non solo devono essere, ma devono anche apparire autonome. Per questo oggi Le scriviamo. Perché troppe volte abbiamo letto attraverso indiscrezioni di stampa che Lei si appresterebbe a nominare i due Consiglieri di Amministrazione della Rai di competenza del governo, indicando sia l’Amministratore Delegato che il Presidente”, scrive il sindacato dei giornalisti Rai nella sua lettera aperta. Nel testo si spiega come “il testo della norma vuole che il Presidente sia scelto dal cda. Lo spirito della norma vuole che non sia diretta emanazione del governo. Presidente Draghi, assicuri alla Rai quell’autonomia che Lei ha difeso da Presidente della Banca d’Italia e della Bce. La speranza di rinascita e di ripartenza della Rai passa anche per la riconquista della sua autonomia. Se ne faccia custode, rispettando dettato e spirito della legge”. Si conclude poi la lettera: “Se ne faccia interprete imprimendo una svolta al percorso di approvazione della riforma della governance che finalmente liberi la Rai Servizio Pubblico dal controllo sia dei governi che dei partiti, in linea con più sentenze della Corte costituzionale e con le indicazioni europee”.

Chi sono

Carlo Fuortes, manager ed economista, allievo di Paolo Sylos Labini e Luigi Spaventa, è sovrintendente della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma dal 2013. Già consigliere d’amministrazione del Teatro di Roma dal 1998 al 2001, direttore generale del Palazzo delle Esposizioni e delle Scuderie del Quirinale di Roma dal 2002 al 2003, dal 2003 al 2015 è stato amministratore delegato della Fondazione Musica per Roma.

Marinella Soldi, laurea in economia e master in Business administration, dopo un inizio di carriera alla McKinsey Company nel 2000 fonda la Soldi Coaching. Per dieci anni, fino al 2018, ha ricoperto la carica di Ceo della Discovery Network Southern Europe. Attualmente in Fondazione Vodafone Italia e Consigliere indipendente di Nexi, Italmobiliare e Ariston Thermo.

Le reazioni dei partiti

Così i capigruppo di Liberi e Uguali Loredana De Petris e Federico Fornaro, componenti della Commissione parlamentare di vigilanza Rai: “Auguri di buon lavoro a Marinella Soldi e Carlo Fuortes indicati dal governo Draghi componenti del consiglio di amministrazione di Rai S.p.A. A loro, e al nuovo cda, spetterà un compito importante nel rilanciare la qualità dell’offerta radiotelevisiva pubblica, per una Rai autonoma e autorevole e non sotto ricatto del governante di turno. Ma, soprattutto, dovranno garantire l’indipendenza della Rai dalla politica. La più grande azienda culturale del Paese ha bisogno di una guida solida e autorevole e i nomi proposti da Draghi vanno nella direzione giusta. Ci auguriamo che anche le nomine parlamentari vadano nella stessa direzione”.

Di diverso avviso la responsabile del dipartimento Cultura della Lega, la senatrice e sottosegretario Lucia Borgonzoni: “Mah… Fuortes è noto come personaggio molto vicino alla sinistra, a Veltroni in particolare, proposto da Calenda come candidato sindaco per il PD, senza particolare esperienza televisiva, duramente contestato per anni dai lavoratori del Teatro dell’Opera di Roma, di certo non una figura super partes o legata all’azienda. Scelta sorprendente”.

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