Nel mondo 828 milioni di persone soffrono la fame

+46 milioni sul 2020, secondo quanto emerge dal rapporto congiunto di Fao, Oms, Unicef, World Food Programme e Ifad

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:51
alimentare

Con un aumento di 46 milioni in un anno, sale a 828 milioni nel 2021 il numero di persone che soffre la fame nel mondo, 150 milioni di persone in più dallo scoppio della pandemia di Covid. Sono i dati dell’edizione 2022 del rapporto delle Nazioni unite The State of Food Security and Nutrition in the World , che presenta aggiornamenti sulla situazione della sicurezza alimentare e della nutrizione in tutto il mondo, comprese le ultime stime sul costo e sull’accessibilità di una dieta sana. Il documento è stato pubblicato congiuntamente dall’Organizzazione delle Nazioni unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), dal Fondo internazionale per lo Sviluppo agricolo (IFAD), dal Fondo delle Nazioni unite per l’infanzia (UNICEF), dal World Food Programme (WFP) e dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

Così il direttore esecutivo del Wfp David Beasley: “C’è il pericolo reale che questi numeri salgano ancora di più nei prossimi mesi. I picchi globali dei prezzi di cibo, carburante e fertilizzanti a cui stiamo assistendo a seguito della crisi in Ucraina minacciano di far precipitare nella carestia diversi paesi nel mondo. Il risultato sarà destabilizzazione globale, fame e migrazioni di massa a livelli senza precedenti. Dobbiamo agire oggi per evitare questa catastrofe all’orizzonte”.

I numeri della fame

Dopo essere rimasta relativamente invariata dal 2015, la percentuale di persone affamate è aumentata nel 2020 e ha continuato a crescere nel 2021, raggiungendo il 9,8 per cento della popolazione mondiale, rispetto all’8 per cento nel 2019 e al 9,3 per cento nel 2020., arrivando poi alla cifra attuale in numeri assoluti. 828 milioni di persone hanno sofferto la fame nel 2021, 46 milioni di persone in più rispetto all’anno precedente e 150 milioni in più dal 2019. Il presidente dell’Ifad Gilbert F. Houngbo ha affermato: “Sono cifre deprimenti per l’umanità. Continuiamo ad allontanarci dal nostro obiettivo di porre fine alla fame entro il 2030. Gli effetti a catena della crisi alimentare globale molto probabilmente peggioreranno anche il prossimo anno. Abbiamo bisogno di un approccio più solido per porre fine alla fame e l’Ifad è pronta a fare la sua parte aumentando le sue operazioni e il suo impatto. Saremo felici di avere il sostegno di tutti”. Guardando al futuro, le proiezioni indicano che, nel 2030, quasi 670 milioni di persone (l’8 per cento della popolazione mondiale) dovranno ancora affrontare la fame, anche prendendo in considerazione una ripresa economica globale. Si tratta di un numero simile al 2015, quando l’obiettivo di porre fine alla fame, all’insicurezza alimentare e alla malnutrizione entro la fine di questo decennio fu lanciato nell’ambito dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

Insicurezza alimentare

Circa 2,3 miliardi di persone nel mondo, il 29,3%, hanno vissuto in condizioni di insicurezza alimentare moderata o grave nel 2021, 350 milioni in più rispetto a prima dello scoppio della pandemia di Covid. Quasi 924 milioni di persone (l’11,7 per cento della popolazione mondiale) hanno affrontato gravi livelli di insicurezza alimentare, un aumento di 207 milioni in due anni. Il divario di genere nell’insicurezza alimentare ha continuato a crescere nel 2021: il 31,9 per cento delle donne nel mondo ha sofferto di insicurezza alimentare moderata o grave, rispetto al 27,6 per cento degli uomini, un divario di oltre 4 punti percentuali, rispetto ai 3 punti percentuali nel 2020.

Dieta sana

Quasi 3,1 miliardi di persone non hanno potuto permettersi una dieta sana nel 2020, 112 milioni in più rispetto al 2019, un riflesso degli effetti dell’inflazione sui prezzi dei generi alimentari al consumo derivante dagli impatti economici della pandemia di Covid e dalle misure messe in atto per contenerla. Si stima che circa 45 milioni di bambini al di sotto dei cinque anni abbiano sofferto di deperimento, la forma più mortale di malnutrizione, che aumenta il rischio di morte dei bambini fino a 12 volte. Inoltre, 149 milioni di bambini al di sotto dei cinque anni hanno avuto deficit di sviluppo a causa di una mancanza cronica di nutrienti essenziali nella loro dieta, mentre 39 milioni erano in sovrappeso. Il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus ha affermato: “Ogni anno muoiono 11 milioni di persone a causa di diete non sane. Situazione che non potrà che peggiorare con l’aumento dei prezzi del cibo. L’Oms sostiene gli sforzi dei paesi per migliorare i sistemi alimentari tassando i cibi non sani e sovvenzionando opzioni salutari, proteggendo i bambini da marketing dannoso e garantendo etichette nutrizionali chiare. Dobbiamo lavorare insieme per raggiungere gli obiettivi nutrizionali globali per il 2030, combattere la fame e la malnutrizione e garantire che il cibo sia una fonte di salute per tutti”.

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