Mosca minaccia l’Occidente: “In arrivo una tempesta globale”

Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, annuncia l'arrivo di una "tempesta" dovuta alle sanzioni contro Mosca. Zelensky sente Von der Leyen

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:41
Gas minaccia Mosca

“Una grande tempesta globale” è in arrivo. Parola del Cremlino che, tramite il portavoce Dmitri Peskov, preannuncia un cambiamento d’aria in arrivo. Colpa delle sanzioni dell’Occidente che, secondo Mosca, hanno compromesso i rapporti con l’Occidente, Europa in primis. Peskov, citato dalla Tass, ha affermato che la Russia “sarà in grado di preservare la macrostabilità in mezzo a questa tempesta”. La quale, chiaramente, riguarderà i riverberi sui costi dell’energia derivanti dall’azione dell’Europa, volta a scoraggiare le mire russe sull’Ucraina attraverso colpi mirati sull’economia moscovita. Il vicepremier Alexander Novak, delegato all’Energia, ha ribadito che anche il blocco del Nord Stream è diretta conseguenza delle sanzioni messe in atto dall’Europa. E non ha escluso nemmeno ulteriori aumenti del prezzo del gas che, nei prossimi mesi, potrebbe toccare “livelli record”.

Telefonata Zelensky-Von der Leyen

In giornata, un’allerta era arrivata dal presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Il quale, nel suo discorso alla Nazione, aveva sostenuto come Mosca stesse usando l’arma dell’energia per tenere una costante offensiva sull’Europa. Il presidente ucraino, inoltre, si è intrattenuto telefonicamente con la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, come reso noto su Twitter dallo stesso Zelensky. Una conversazione nella quale “si è discusso dell’assegnazione della prossima tranche di aiuti macro finanziari dell’Ue il prima possibile”, oltre che della “necessità di preparare l’ottavo pacchetto di sanzioni, compreso il divieto di rilasciare visti ai cittadini russi”. Secondo Zelensky, sono state coordinate “le misure per limitare i profitti della Russia dalla vendita di petrolio e gas”. Linea peraltro concordata dalla stessa Von der Leyen, che avrebbe considerato la possibilità di “una rapida valutazione da parte della Commissione europea” per l’ingresso dell’Ucraina nell’Ue. Appena il Paese avrà “soddisfatto le sue sette raccomandazioni.

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